Incendio alla pizzeria I figli del Vesuvio, arrestati sette napoletani

Si è conclusa nella serata di martedi 21 gennaio l’indagine dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Albenga che ha consentito di ricostruire una serie impressionante di reati, unendo tutti i pezzi di un complesso “puzzle”.  Sette gli indagati, tutti di origine napoletana, ma residenti tra Borghetto Santo Spirito e Loano, arrestati tra Napoli, Chiusi in provincia di Siena  e Loano, sotto il coordinamento del pubblico ministero la dottoressa Elisa Milocco della Procura di Savona.

 

La vicenda ha inizio a metà novembre, quando la famiglia che gestisce la nota pizzeria di Borghetto Santo Spirito, “I figli del Vesuvio”,  denuncia l’incendio del dehor. Da quel giorno il locale è stato oggetto di un’escalation di atti intimidatori, terminati a metà dicembre con il tentativo di incendio della cucina. L’uso del fuoco ha più volte reso necessario l’intervento dei pompieri anche per evitare il coinvolgimento delle abitazioni circostanti.

 

Non sono mancate una serie di minacce telefoniche ed altri danneggiamenti, come lo sfondamento dei cristalli di una Smart, usata anche per la pubblicità dell’attività. L’atteggiamento poco collaborativo degli esercenti ha reso necessaria un’attività di indagine articolata che ha visto gli investigatori impegnati per lungo tempo con pedinamenti, raccolta di informazioni, esame dei filmati delle telecamere cittadine e rilievi tecnici.

 

Le investigazioni si sono concentrate su un gruppo di napoletani che abitano a Loano, nei confronti dei quali si è concentrata l’attenzione degli inquirenti consentendo di raccogliere elementi certi di responsabilità. I quattro soggetti individuati infatti sono ritenuti gli esecutori materiali delle intimidazioni (ad esclusione dell’incendio del dehor, sul quale sono ancora in corso le indagini), rivolte agli esercenti per un presunto credito di 6000 euro.

 

Raccolti tutti gli indizi da parte dei carabinieri, il gip   Fiorenza Giorgi ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per un intero nucleo familiare (padre, madre e due figli). Tutti sono stati arrestati sulle colline senesi e nel quartiere Forcella di Napoli, con il supporto dei colleghi della compagnia di Montepulciano  e dell’Arma della compagnia di Napoli Stella, che hanno assicurato la necessaria cornice di sicurezza per l’esecuzione delle misure cautelari.

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IL FURTO IN CASA

L’indagine ha però riservato ulteriori sorprese: Il titolare e i due dipendenti della pizzeria, tenuti sotto controllo sia per acquisire elementi sull’estorsione che per proteggerli da ulteriori atti intimidatori, approfittando di un viaggio all’estero di un loro conoscente, il 12 dicembre scorso, gli hanno svaligiato casa, rubando monili in oro, apparecchiature elettroniche ed informatiche per un valore di 10mila euro.

Anche loro quindi sono stati denunciati all’autorità giudiziaria che ha emesso nei loro confronti un ordinanza di carcerazione. I tre adesso sono in carcere ad Imperia e dovranno rispondere di furto pluri-aggravato in concorso.