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mercoledì, Febbraio 8, 2023

Inchiesta Juventus, piove sul bagnato: ora anche la Uefa indaga sui bilanci falsificati

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La Uefa apre l’inchiesta sulla Juventus per “potenziali violazioni dei regolamenti sulle licenze per club e sul fair play finanziario“. Ritenuti “certamente illeciti” i motivi delle ‘manovre stipendi’ 2022/2021. Il gip di Torino lo scorso 12 ottobre respinse le misure interdittive per Agnelli, ed altri. Ora fa marcia indietro e pur riconoscendo una buona fede nella gestione sostiene che le motivazioni con cui sono state effettuate le ‘manovre stipendi’ negli anni 2020 e 2021 sono “certamente illecite“, “si condivide – quindi – la sussistenza di gravi indizi“.

Le indagini della Uefa sulla Juventus 

L’indagine della Camera di primo grado del Cfcb si concentrerà “sulle presunte violazioni finanziarie recentemente rese pubbliche a seguito del procedimento condotto dalla Consob e dalla Procura della Repubblica di Torino“. L’ordine di controllo europeo specifica che “coopererà con le autorità nazionali e si concentrerà sulle presunte violazioni finanziarie recentemente rese pubbliche“. La Uefa ricorda inoltre al Cfcb che lei stessa, il 23 agosto 2022, “ha concluso un accordo transattivo con la Juve”. Continua poi: “il presente accordo transattivo è stato concluso sulla base delle informazioni finanziarie precedentemente presentate dalla società relative agli esercizi chiusi nel 2018, 2019, 2020, 2021 e 2022“.

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Sul financial Fair Play la Uefa si riserva di procedere con ‘azioni legali’ qualora dai controlli emergesse che la situazione finanziaria era “significativamente diversa da quella valutata al momento della conclusione del settlement agreement“. Allo stesso modo la prima sezione del Cfcb “si riserva il diritto di rescindere l’accordo transattivo, intraprendere qualsiasi azione legale ritenuta opportuna e imporre misure disciplinari“. Il rischio per la Juventus pare essere alto, il codice della Uefa prevede infatti: multe, revoca dei titoli ed esclusione dalle coppe.

La scelta del Gip di Torino 

Sull’inchiesta sui conti della società il Gip del tribunale Torino, lo scorso 12 ottobre, ha ritenuto in buona fede le “mosse” sulla questione delle plusvalenze. Con queste motivazioni il Gip respinse la richiesta di misure interdittive per Andrea Agnelli ed altri indagati. “Risulterebbe difficile ipotizzare un discostamento consapevole, e quindi in definitiva doloso, dai corretti criteri di contabilizzazione delle poste” scrive il giudice. Per quest’ultimo pare però che fosse comunque dovuto un “accurato approfondimento“.

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