HomeCronacaInnocenti uccisi a Ponticelli, sei ergastoli per killer e mandanti

Innocenti uccisi a Ponticelli, sei ergastoli per killer e mandanti

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Guerra e vendette trasversali a Napoli est, la scure della Procura si abbatte sui Minichini-Schisa con sei ergastoli inflitti dal gup Santoro ai ras del gruppo. Carcere a vita per Michele Minichini, Giulio Ceglie, Vincenza Maione, Ciro Contini, Gabriella Onesto e Giuseppe Prisco, al momento latitante. Evita invece la stangata Mariarca Boccia che, con il riconoscimento delle attenuanti generiche, rimedia una condanna a 19 anni.

Una lunga scia di sangue quella consumatasi a Ponticelli tra il 2016 e il 2018. Tre omicidi che hanno portato al massimo della pena per i ras del clan del Lotto 0. A condurre le indagini coordinate dalla Dda furono gli agenti della Squadra Mobile della Questura (dirigente Leuci, vicequestore Sasso), che ricostruirono moventi e presunti autori di tre omicidi.

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Gli omicidi a Ponticelli

Il primo è quello di Mario Volpicelli, il 30 gennaio 2016. Per quel delitto sono stati condannati Michele Minichini quale esecutore materiale, Giulio Ceglie e Vincenza Maione, organizzatrice. L’uomo fu ucciso perché era lo zio di Gennaro Volpicelli, presunto autore dell’omicidio di Antonio Minichini, fratello di Michele.

Il secondo omicidio risolto è quello di Giovanni Sarno, il 7 marzo 2016. La vittima fu uccisa per una vendetta trasversale all’interno della sua abitazione con due colpi d’arma da fuoco. Era il fratello incensurato dei ras della cosca da poco diventati collaboratori di giustizia, che avevano accusato di un omicidio Roberto Schisa. Ciro Contini sarebbe stato l’esecutore materiale, mentre Michele Minichini, Vincenza Maione e Gabriella Onesto gli organizzatori. Mariarca Boccia fece invece la “soffiata”: «Sarno è in casa e ha sempre la porta aperta», segnalò.

Il terzo fatto di sangue chiarito riguarda Salvatore D’Orsi, il 12 marzo 2018, sempre a Ponticelli. “Poppetta”, ritenuto uno spacciatore vicino al clan De Micco. Autori del delitto Michele Minichini e Giuseppe Prisco.

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