«Io divento un animale» le minacce dei Troncone a un imprenditore

Non era riuscito a restituire i soldi ricevuti in prestito a causa della crisi Covid. E così sono iniziate le pressioni, poi le minacce. Una tentata estorsione che tre giorni fa ha portato in carcere il boss di Fuorigrotta Vitale Troncone e la sorella Luisa. Il provvedimento nasce dai rilievi investigativi dei reparti dell’Arma (nucleo investigativo del comando provinciale e
compagnia Bagnoli), coordinati dalla Dda, che hanno permesso di raccogliere indizi di colpevolezza a carico degli indagati in relazione alla richiesta di natura estorsiva con modalità mafiose, agli inizi del mese di giugno scorso, nei confronti di un imprenditore che tra gli anni 2016 e 2017 aveva ricevuto un prestito da una terza persona. L’imprenditore nello specifico non aveva restituito il denaro ad un’altra persona che dunque si sarebbe rivolta ai due Troncone.

Le minacce di Luisa Troncone

Come riportato da Il Roma particolarmente minacciosi erano i toni di Luisa Troncone detta Li. «Tu mi devi dare dei soldi…o tu o tuo cognato Gennaro non me ne fotte…tu mi devi dare i soldi del bar che ti ha dato Irene…sono soldi miei…mi dovete dare i soldi, altrimenti ve ne dovete andare da Napoli. Io ti mando all’ospedale…io ti tiro gli occhi dalle pupille. Sono soldi miei lavorati! Forse non hai capito! Io sono Lisa ma divento un animale. Sono soldi miei, posso anche andarti a denunciare».

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