Juve-‘ndrangheta, tutti i retroscena dell’inchiesta di Report

Un frame della puntata di report

Le inchieste, i processi e le condanne non hanno fermato il bagarinaggio dei biglietti per le partite della Juventus, con episodi che si sono verificati anche poche settimane fa, nella stagione in corso: è quanto è emerso nel corso della trasmissione tv di Rai 3 “Report”, dedicata ai rapporti fra tifoseria organizzata, dirigenza bianconera e boss della ‘ndrangheta, durante l’intervista a un ex ultras, Bryan Herdocia, soprannominato ‘Lo Squalo’. Al giornalista che gli chiedeva se i Drughi, un gruppo di tifosi organizzati delle Juventus, avessero continuato a fare bagarinaggio sino alla fine dello scorso anno, Herdocia ha risposto “certo”. Sullo schermo è comparsa una chat da cui si ricava che per Tottenham-Juve del 3 marzo (ottavi di Champions) sono stati venduti “a 250 sterline biglietti che ne costavano 35”. Secondo quanto rivelato dalla trasmissione, biglietti sono stati venduti per Juve-Lazio dello scorso 28 agosto e per Valencia-Juve dello scorso 18 settembre. “Quando ho piazzato i biglietti nel 2015 fuori dal Bernabeu – ha aggiunto Herdocia – il tipo che me li dava era nervoso perché c’era un aereo in ritardo. Andò in tilt. ‘Tu non sai’ disse ‘di chi sono questi biglietti, tu non sai a chi vanno. Se non arrivano in tempo e non pagano, qui finisce male'”.

Al centro dell’inchiesta anche la morte di Raffaello Bucci, l’ex ultras della Juventus deceduto il 7 luglio 2016 dopo essere caduto da un viadotto a Fossano (Torino). Secondo quanto è stato riferito nel corso della puntata, i suoi interlocutori potrebbero avergli minacciato il figlio e Bucci successivamente si suicidò dopo essere stato malmenato per una questione di soldi legata al bagarinaggio dei biglietti. Sulla morte di Bucci (che nel 2015 aveva cominciato a collaborare con la Juventus come supporter liason officier) la procura di Cuneo ha da tempo in corso un’inchiesta. Durante la puntata sono stati mostrate delle ricevute “tutte vincenti” di giocate al lotto (in un tabaccaio di Cuneo) e di Gratta e Vinci. In un giorno risulta che il possessore abbia vinto 2.111 euro, e 200 mila euro in quattro anni. L’autore del servizio ha spiegato che potrebbe trattarsi dell’applicazione di un “sistema brevettato dalla ‘ndrangheta” per “lavare i soldi”. Placido Barresi, boss della ‘ndrangheta a Torino, già condannato all’ergastolo, ha riferito al giornalista che nella questione del bagarinaggio “mica entrano solo i Dominello, entra tutta la Calabria unita”. E’ lui a ipotizzare che da Bucci “volevano i soldi indietro”. Se è così, è possibile che l’ex ultras sia stato percosso da gente che poi hanno minacciato suo figlio. La stessa conclusione si ricava dalla telefonata (fatta ascoltare nel corso del programma) di Alessandro D’Angelo, capo della security, al calciatore Bonucci, di cui sono state mostrate delle chat con un tifoso: “ieri mattina era andato a Palazzo di Giustizia. Ne e’ uscito sconvolto. Ha avuto paura. Perdonatemi, diceva. Ma non aveva paura di noi”.

Nella trasmissione spunta anche il nome di Giuseppe Marotta, ex direttore generale della Juventus, che regala alcuni biglietti ad un intermediario che farebbe capo, secondo il retroscena della trasmissione di Rai Tre, a Rocco Dominello, figlio di un boss della cosca Pesce di Rosarno e capo dei Drughi, noto gruppo ultras della tifoseria bianconera. Inoltre, nel 2013 Marotta avrebbe incontrato Dominello per far sostenere un provino per la squadra giovanile ad un giovane. Il ragazzo sarebbe il figlio di Umberto Bellocco, boss della cosca di Rosarno, successivamente scartato dopo il provino stesso.

 

Tanti gli interrogativi che lascia la puntata di Report.

Ci sono diversi punti oscuri che lascia la puntata di Report. La figura di Bucci come informatore Digos e dei Servizi segreti italiani, il giallo del pestaggio prima del suicidio, il perchè era terrorizzato che ammazzassero lui o il figlio, perché l’avvocato vicino alla Juve ha preso le cose di Bucci, la gestione dei biglietti. Bucci riciclava quasi sicuramente del denaro sporco per conto della Ndrangheta, attraverso una serie di scommesse che faceva in modo assiduo e gli procuravano vincite continue, altissime e più che sospette. Poi c’è la questione dell’omertà della Juve. Perchè Alessandro D’Angelo, il Security Manager della Juventus, non solo aveva contatti con Bucci ed altri ultras  ma aveva dei veri rapporti di confidenza con loro e cosa ancor più grave, ne favoriva comportamenti a dir poco disgustosi, come far entrare allo stadio gli infami striscioni contro il Grande Torino scomparso nella tragedia di Superga?

Perchè nonostante sia stato scoperto da Andrea Agnelli in persona, D’Angelo non ha subito conseguenze per quella vicenda vergognosa di cui si era reso corresponsabile?

Infine, naturalmente, perchè la società Juventus ha sempre fornito un numero impressionante di biglietti ai rappresentanti delle curve, ben sapendo che non venivano utilizzati solo per i gruppi, ma per essere rivenduti a prezzo maggiorato ai propri tifosi?

Poi c’è la questione del figlio di Pairetto da chiarire.