“La mia vita è finita, 30 anni di carcere, non ce la faccio…”. E’ durata 24 minuti la trattativa tra il tenente colonnello Salvatore Sferlazza e il ricercato Francesco Cirillo. L’uomo è ritenuto affiliato al clan dei Casalesi. Condannato – in via definitiva – a 30 anni di reclusione per l’omicidio dell’imprenditore Domenico Noviello, che si era ribellato alla camorra.

L’ufficiale, affacciato al balcone, dopo avere chiesto ai colleghi di allontanarsi, ha cercato in tutti i modi, riuscendoci, a rassicurare Cirillo, che per sfuggire alle manette si era rifugiato sul tetto dell’abitazione tra Acerra e Caivano, nel Napoletano, dove è stato scovato dai militari dell’arma e dagli agenti della Polizia di Stato di Caserta.
Gli investigatori non escludono che Cirillo stesse per scappare all’estero. In casa trovata una carta d’identità valida per l’espatrio (adesso gli viene contestato anche questo reato) e ben quattro cellulari. Infatti non si esclude che la destinazione potesse essere la Spagna. Le indagini proseguono, per identificare e valutare eventuali responsabilità in relazione al reato di favoreggiamento.

 

Catturato killer della camorra, fine della latitanza per Francesco Cirillo (Pasqualino cosciafina)

 

Catturato killer della camorra, fine della latitanza per ‘Pasqualino cosciafina’. Nel pomeriggio di ieri in Acerra, alle ore 16.00 circa, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Caserta e personale della Polizia (Squadra Mobile Questura di Caserta e Commissariato Santa Maria C.V.), coordinati dalla DDA della Procura della Repubblica di Napoli, a seguito di serrate indagini condotte in totale sinergia operativa, hanno rintracciato ed arrestato il latitante Francesco Cirillo, alias ‘Pasqualino cosciafina’. L’uomo resosi irreperibile dal 20 novembre 2020.

LATITANTE CATTURATO, PARTECIPO’ ALL’OMICIDIO NOVIELLO

Dunque all’atto del rintraccio il latitante ha tentato di eludere la cattura arrampicandosi sulla facciata di un palazzo raggiungendo un terrazzo di altra abitazione dove è stato
raggiunto e bloccato. Infatti l’uomo dovrà scontare 30 anni di reclusione per l’omicidio di Domenico Noviello, avvenuto il 16 maggio del 2008 a Castel Volturno ad opera di un commando di killer guidati da Giuseppe Setola.

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