31.8 C
Napoli
giovedì, Luglio 25, 2024
PUBBLICITÀ

La tradizione del nocillo di San Giovanni, la classica ricetta napoletana

PUBBLICITÀ

Che sia un elisir antico, misterioso, quasi magico, lo si intuisce fin dalla preparazione. La ricetta più accreditata, infatti, prevede che nell’alcool vadano in infusione 13 noci, 13 chicchi di caffè crudi e 13 tostati, 3 chiodi di garofano, 3 cortecce di cannella e 3 cucchiai di zucchero.

Riferimenti numerologici a parte, l’intera storia del nocillo è incentrata su una ritualità comune a tutte le latitudini del nostro paese. E non importa se da Roma in su, soprattutto in Emilia, lo chiamano nocino, mentre nei quartieri più antichi di Napoli c’è ancora chi continua a riferirsi a questo liquore definendolo ’merecina, la medicina. È solo la conferma delle sue proprietà digestive, dovute principalmente alle spezie ed agli oli essenziali contenuti nel mallo.

PUBBLICITÀ

Un infuso misterioso si diceva, che nasce da un rituale quasi esoterico. Secondo la tradizione, la notte di San Giovanni, 24 giugno, le donne con lunghe scale e piccoli panieri di vimini rivestiti all’interno con tele di sacco scomparivano nel buio della campagna, per poi riunirsi sotto il noce. La più esperta, a piedi nudi , saliva sulla scala, sceglieva le noci più adatte e più integre, le toccava appena per non togliere il velo di rugiada, e le riponeva delicatamente nel paniere. Nel frattempo nell’aia erano stati accesi dei falò: qui si depositavano a terra, su sacchi vuoti, le noci appena raccolte affinché potessero ricevere ancora, fino al mattino, la guazza notturna. Una volta tagliate in quattro le noci venivano poste, assieme all’alcool, in vasi di vetro ed esposte al sole per 40 o 60 giorni.

La scelta della notte di San Giovanni per la raccolta delle noci ha una duplice spiegazione. Per gli erboristi, che definiscono questo periodo come “tempo balsamico”, la noce si trova nel suo momento migliore con i profumi derivanti dalla maggior presenza di linfa, oli e vitamine. Meno scientifica, ma più suggestiva, invece, è la tesi che attribuisce la scelta della data al solstizio d’estate che per il calendario precedente a quello Gregoriano non cadeva il 21 giugno, ma il 24. Dunque, nella notte del trionfo della luce sulle tenebre, le streghe si raccoglievano sotto i rami degli alberi di noce per demoniaci sabba.

Mistero a parte, questo liquore è entrato a far parte della tradizione gastronomica della Campania, in particolare della striscia di terra che va dal Vesuvio fino alla Penisola Sorrentina

LA RICETTA
di Marina Alaimo

E’ ancora molto radicata nell’area interna dei paesi vesuviani l’usanza di produrre in casa il liquore di noci, più noto come nocillo, e la tradizione vuole che si mettano in infusione i vari ingredienti rigorosamente il 24 giugno, giorno di San Giovanni. Ogni famiglia ha la sua ricetta, quella che utilizzo io è la seguente:

Ricetta di Marina Alaimo
Ingredienti per 4 persone
30 noci con mallo verde dell’agro nolano
1 lt. di alcool a 90°
400 gr. di zucchero
1 lt. di acqua liscia oligominerale e a basso contenuto di calcio e magnesio
¼ di noce moscata grattugiata
2 anici stellati
6 chiodi di garofano
1 stecca di cannella
20 chicchi di caffè tostati
40 gr. di bastoncini di radice di liquirizia
la scorza di 3 arance
la scorza di 3 limoni
Preparazione
Sciogliere con cura lo zucchero nell’acqua, tagliare in 4 i malli di noce, porre tutti gli ingredienti in infusione per 100 giorni.
Allo scadere di ogni mese filtrare il tutto utilizzando della tela di lino.
Alla terza filtratura, imbottigliare l’infuso e lasciarlo affinare in bottiglia per circa un mese.
L’infusione e l’affinamento vanno effettuati al buio.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

RESTA AGGIORNATO, VISITA IL NOSTRO SITO INTERNAPOLI.IT O SEGUICI SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK.

PUBBLICITÀ

Ultime Notizie

Festa a Marano, gioca 1,20 euro al ‘MillionDay’ e vince un milione

Domenica 21 luglio è stata registrata una mega vincita a Marano di Napoli. Un fortunato giocatore ha scommesso 1,20...

Nella stessa categoria

PUBBLICITÀ