Si chiamava Laila El Harim la 40enne deceduta ieri mattina in un incidente sul lavoro avvenuto all’interno dell’azienda Bombonette di Camposanto, nel Modenese. In Italia da diversi anni, era originaria del Marocco. Residente nella Bassa Modenese, lascia una figlia di quattro anni e il compagno. La donna sarebbe rimasta incastrata in un macchinario.

Sul posto sono immediatamente intervenuti i vigili del fuoco e i sanitari del 118, ma per la lavoratrice non c’era più nulla da fare. I carabinieri e la medicina del lavoro si stanno ora occupando della ricostruzione dell’accaduto. La Procura di Modena ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. Il macchinario è stato sottoposto a sequestro. Saranno fatti accertamenti in relazione alle condizioni di sicurezza sul lavoro.

L’allarme è stato dato dai colleghi ma purtroppo il medico del 118 non ha potuto fare altro che constatare il decesso dell’operaia. Allo scatolificio, oltre ai sanitari, sono intervenuti anche i vigili del fuoco, i carabinieri della Compagnai di Carpi e la Medicina del lavoro dell’Ausl. Ancora da chiarire la dinamica del terribile incidente.

Laila El Harim, di origine marocchina, viveva in Italia da oltre 20 anni ed aveva un compagno, italiano, e una bimba di quattro anni. Aveva iniziato il turno da poco quando è rimasta incastrata nel macchinario.

La 41enne era stata assunta da appena due mesi alla Bombonette ed era entusiasta del suo nuovo incarico. Abitava a Bastiglia, comune a 10 minuti di distanza da Camposanto.  L’azienda, specializzata in prodotti per il confezionamento di alimenti, è stata fondata da Fiano Setti, noto imprenditore modenese, che negli ultimi anni ha aumentato l’attività fino al punto da realizzare un nuovo stabilimento poco distante.

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