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martedì, Aprile 23, 2024
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Malore in carcere per Augusto La Torre, l’ex boss di Mondragone era in sciopero della fame

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Malore in carcere per il boss Augusto La Torre. L’ex capo della camorra di Mondragone da tre settimane stava osservando uno sciopero della fame perché ancora in attesa di sapere dall’autorità giudiziaria se viene considerato collaboratore di giustizia oppure no.

La Torre, detenuto nel Polo Universitario del carcere di Padova, nonostante affermi di collaborare con la giustizia da oltre 20 anni lamenta di non aver ricevuto alcun beneficio per essere collaboratore di giustizia e, anzi, di continuare ad essere trattato come un malavitoso. Affermazioni riportate dal suo avvocato, il penalista Antonio Miraglia, che, dopo il malore accusato dal suo assistito con ricovero in ospedale, ha affermato che le condizioni di salute dell’ex boss siano “peggiorate, anche perché è affetto da una forma di anemia mediterranea e le sue condizioni sarebbero incompatibili con il regime carcerario”.

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Malore in carcere per il boss La Torre, l’avvocato: “Ad oggi non sappiamo se abbiamo un collaboratore di giustizia o un mafioso”

Il penalista ha aggiunto: “L’ho sentito e lui era deciso a non fermarsi perché effettivamente la sua posizione allo stato non è proprio qualificata, cioè noi non sappiamo se abbiamo un collaboratore di giustizia oppure abbiamo un mafioso, questa è la posizione che noi non riusciamo davvero a risolvere da anni, ormai più passa il tempo e più non troviamo una posizione giuridica di La Torre”. L’avvocato Miraglia ricorda che “le dichiarazioni del mio assistito sono state utilizzate in 38 processi, con diverse condanne all’ergastolo. Ad oggi, però, Augusto La Torre non è più considerato un collaboratore di giustizia e non sappiamo perché. In passato è stato addirittura messo in carcere al 41 bis con altri camorristi, con grave rischio per una minaccia aggravata contro alcuni magistrati e giornalisti poi archiviata dal gip”.

Di recente un’istanza presentata all’ufficio di Sorveglianza di Padova – che aveva concesso una misura premiale a La Torre – è stata appellata dalla Procura “e ora è tutto fermo in attesa della Cassazione. Vogliamo solo sapere – prosegue il legale – se i premiali vanno richiesti in qualità di collaboratore oppure come mafioso”. Augusto La Torre “non ha più contatti con la criminalità organizzata – sostiene l’avvocato Miraglia – e il clan La Torre oramai non esiste più. Abbiamo un percorso carcerario che è eccellente, ci sono le relazioni delle case di reclusione di Padova che dicono che il suo percorso carcerario è eccellente”.

Nel frattempo l’ex boss ha conseguito tre lauree e un master e aiuta anche gli altri detenuti come evidenziato dal penalista: “Lo dico senza alcun problema, scrive istanze anche per gli altri detenuti, istanze che hanno esiti positivissimi tranne per lui”.

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