La notizia è arrivata poco fa: Diego Armando Maradona è morto. Il miglior giocatore di calcio della storia, due volte campione del mondo e leggenda del calcio.È morto Diego Armando Maradona. Il campione argentino aveva 60 anni. Secondo quanto riportato dall’autorevole quotidiano argentino Clarìn, Maradona è deceduto oggi, 25 novembre, a seguito di un arresto cardiorespiratorio. Maradona arrivò a Napoli il 5 luglio del 1984 e venne presentato in un gremito stadio San Paolo.

Era a casa quando è stato colto dal malore, verso 12. Inutile l’arrivo di 12 ambulanze.

17.40 – “Arrivederci Diego, sarai eterno” scrive l’account ufficiale della Nazionale Argentina che ricorda sui social il grande Diego scomparso oggi all’età di 60 anni.

17.30 – Dopo la sconcertante ultim’ora proveniente dall’Argentina sulla morte di Diego Armando Maradona, la redazione di Kiss Kiss Napoli ha raggiunto il fratello Hugo che ha dichiarato in lacrime: “Ha avuto una crisi respiratoria. Sono drammatiche le notizia che mi arrivano”.

17.15 – Ultim’ora drammatica proveniente dai media argentini alle 17.13: Diego Armando Maradona, il miglior calciatore di tutti i tempi, è morto questo mercoledì all’età di 60 anni dopo aver subito un arresto cardiorespiratorio. Inutlie il soccorso di tre ambulanze al Barrio San Andres, suo domicilio attuale a Buenos Aires.

Gennaio 1985, quando Maradona giocò nel fango per beneficenza

Maradona, Acerra ed una partita di beneficenza per un bambino che aveva bisogno di andare in Francia per operarsi. Elementi che messi insieme potrebbero dar vita ad una favola e che, invece, si sono verificati in passato sotto gli occhi di tanti sognatori, grandi e piccoli.

Diego Armando Maradona, il calciatore più forte della storia che ha ‘rischiato’ le sue gambe per un’amichevole
Acerra, gennaio 1985. In quel periodo, una delle riserve del primo Napoli del ‘Pibe de Oro‘ – che era quint’ultimo in classifica – riceve una richiesta. Si tratta del suo amico Pietro Puzone. A contattarlo è un compaesano acerrano, disperato per uno dei suoi figli, malato e bisognoso di un’operazione che gli avrebbe salvato la vita: «Si può organizzare un’amichevole di beneficenza?».

Puzone sapeva quanto fosse stato difficile, ma un tentativo andava comunque fatto. Un tentativo che avrebbe potuto dare un futuro ad un bambino. Quello che a quei tempi era il presidente del Napoli, Corrado Ferlaino, non era però d’accordo. Come si può mandare dei professionisti su quello che, proprio da questi ultimi, poteva essere definito un campo di patate?! Certo, si trattava comunque dello stadio dell’Acerrana, ma la sostanza proprio non cambiava.

Al diavolo la decisione del patron, si gioca lo stesso. Decisione di Maradona: El Pibe de Oro decide di pagare la clausola di 12 milioni alla sua assicurazione. Per giocare ad Acerra, su un campo di periferia. Per rispettare una vita, per aiutare un bambino.

Il sogno che diventa realtà: Maradona ad Acerra

Acerra credeva fosse un sogno. Macché, tutto vero: Maradona mette piede in città, poi via allo show col pallone su quel terreno fangoso. La struttura poteva ospitare 5000 persone, ed invece ce n’erano più di 10mila. Venti milioni di lire è stato l’incasso che ha permesso al bambino di volare in Francia e di sottoporsi all’operazione. Peccato che dopo l’intervento, però, il padre del piccolo era tornato a compiere atti malavitosi perché non riusciva a sostenere le spese.

Di seguito alcune immagini che, agli occhi di qualcuno, potrebbero sembrare piuttosto normali. In realtà, invece, piccoli frammenti di storia. Storia del calcio: come quella di Diego Armando Maradona.

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