Maradona non è mai stato un evasore
Maradona non è mai stato un evasore

Diego Armando Maradona avrebbe avuto diritto al condono del quale ha beneficiato il Calcio Napoli. Per il Pibe de Oro, scomparso lo scorso 25 novembre, si chiude un braccio di ferro con il fisco italiano che va avanti dai primi anni del 2000. La questione è relativa al pagamento degli stipendi ad altri ex campioni azzurri, Alemao e Careca. È stato messo tutto nero su bianco dalla Cassazione (ordinanza n. 6854), presieduta da Lucio Napolitano. Maradona avrebbe dunque potuto, come gli altri due ex calciatori brasiliani (a Napoli all’epoca del secondo scudetto) intervenire nel giudizio alla commissione tributaria centrale. Nell’ordinanza della sezione tributaria civile si legge: “Se si negasse a Maradona la possibilità di intervenire nel giudizio dinanzi alla commissione tributaria centrale, per beneficiare del condono cui ha beneficiato la Società, vi sarebbe una palese assenza di tutela effettiva del contribuente, che non avrebbe alcuna altra possibilità di far valere le proprie ragioni in altra sede, con il verificarsi di una vera e propria denegata giustizia”.

A Maradona gli atti del fisco non furono mai notificati, in quanto l’ex numero 10 del Napoli non era più in Italia. Viene specificato che la sentenza impugnata viene “dunque cassata”, contemplando il rinvio alla commissione regionale della Campania, in diversa composizione, che provvederà anche sulle spese del giudizio di legittimità. Difatti il giudice del rinvio dovrà verificare una volta esteso il condono di cui ha beneficiato il sostituto d’imposta (Società Calcio Napoli) anche al calciatore Maradona (sostituito), la sua posizione tributaria per il debito residuo nei confronti dell’amministrazione finanziaria.

La soddisfazione dell’avvocato Angelo Pisani

Soddisfazione per la vittoria della giustizia espressa a volo dagli avvocati Angelo Pisani e Angelo Scala che con gioia, commozione ed un pizzico di tristezza, per non aver potuto condividere con l’amico Diego Armando Maradona la verità e la cancellazione di un ingiustizia, commentano positivamente l’ordinanza della Corte di Cassazione di stamane che ha dichiarato Diego Armando Maradona non esser mai stato debitore del Fisco italiano, avendo, tra l’altro , diritto all’estensione del condono effettuato dal Calcio Napoli nelle more di un’altra impugnazione del fisco di una sentenza favorevole alla società azzurra ( sul punto anche il tribunale penale aveva archiviato e assolto Maradona da ogni ipotesi di evasione fiscale ), come sostituto d’imposta, una ventina di anni fa.“E’ una sentenza che, finalmente, restituisce Onore e Dignità al campione tenuto lontano dalla amata Napoli e pignorato di ogni bene, il quale da oggi MAI più potrà essere etichettato come evasore fiscale e oggi sicuramente se la starà ridendo perché ancora una volta aveva combattuto per la verità .Dispiace solo che in tutti questi anni gli Uffici dell’Amministrazione finanziaria non abbiano mai voluto ascoltare le ragioni dei difensori di Maradona Avv.ti angelo e sergio pisani e Prof. Avv. angelo scala negando ogni istanza in autotutela per una vittima innocente perseguitato e strumentalizzato , ostinandosi in un atteggiamento incomprensibile.Con l’occasione, si ringraziano Tutti coloro che negli anni hanno condiviso la Nostra “battaglia”, a volte combattuta tra ironie e scetticismo, con una preghiera per colui che noi abbiamo celebrato come l’Avvocato del D10S nel libro dove si anticipa ogni assoluzione per Diego”.

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