Marano. Rischia di investire un giovane, poi scende dall’auto e lo prende a calci: interviene la polizia

Era arrivato in prossimità dell’attraversamento pedonale quando ha rischiato di investito con il suo cane da una Renault Kangoo, guidata da un pirata della strada. E quando il pedone ha protestato facendo segno di rallentare, l’automobilista, originario di Marano, non ha tollerato questo atteggiamento. Anzi, ha reagito con violenza scendendo dall’auto e prendendo il giovane pedone a colpi di calci e schiaffi.

E’ questa l’ennesima violenza gratuita che si è consumata in pieno centro cittadino a Marano. Per fortuna che è intervenuta prontamente sul posto una pattuglia della polizia locale con a bordo il Luogotenente Gennaro Marchesano e il Maresciallo Espedito Rusciano che con grande professionalità e una buona dose di pazienza, sono riusciti ad evitare il peggio calmando, grazie anche alla loro lunga esperienza professionale, lo scalmanato e ad identificare sia l’aggressore che l’aggredito.

I due poliziotti locali hanno esteso i controlli, con la dovuta diligenza, anche all’autovettura che è risultata priva di copertura assicurativa e hanno, inoltre, sanzionato il conducente per non aver dato la precedenza (art. 191 C.d.S.) e per non avere a seguito la patente di guida (art. 180 C.d.S.). Una situazione altamente pericolosa e aggravata dal fatto che quelle strisce pedonali conducono alla villetta comunale di piazza della Pace, molto frequentata da anziani e bambini.

Il malcapitato pedone dopo aver rischiato la vita se né tornato a casa con le lacrime agli occhi e non è escluso che nei prossimi giorni formalizzerà denuncia nei confronti del suo aggressore. Una violenza gratuita quella accaduta al Corso Italia che fa riflettere molto. Così come fa riflettere il gesto compiuto da un altro automobilista di Marano, che con violenza si è scagliato contro un pattuglia della polizia locale solo perché gli era stato intimato di mettersi la mascherina. L’uomo sarà denunciato all’Autorità giudiziaria. Da quando si apprende dal Comando, l’automobilista non solo ha usato violenza e minacce contro i caschi bianchi, ma ha perfino declinato generalità false.