Mariafelicia orgoglio di Acerra, la prof. della Federico II nel team di astrofisici del ‘buco nero’

Un passo storico per la scienza: la prima prova visiva diretta di un buco nero e della sua ombra. Si tratta di un buco nero supermassiccio, equivalente a 6,5 miliardi di masse solari, che si trova a 55 milioni di anni luce dalla Terra, al centro della galassia Messier 87. Gli scienziati della collaborazione internazionale Eht, Event Horizon Telescop hanno scattato la fotografia esclusiva.

Nel team anche una scienziata napoletana

Nel gruppo di ricerca sono presenti anche scienziati italiani, ricercatrici dell’Infn, Istituto nazionale di fisica nucleare, e dell’Inaf, Istituto nazionale di astrofisica. Nel team anche una docente della Federico II di Napoli, Mariafelicia De Laurentis. “Questo straordinario risultato non solo ci regala la prima immagine di un buco nero, ma ci fornisce anche una prova diretta della presenza di buchi neri supermassicci al centro delle galassie e del motore centrale dei nuclei galattici attivi” – ha spiegato la De Laurentis, professoressa di astrofisica originaria di Acerra. La docente napoletana, come membro della collaborazione Eht, ha coordinato il gruppo di analisi teorica dell’esperimento. “Dal punto di vista concettuale, il risultato rappresenterà uno strumento formidabile per studiare, confermare o escludere le varie teorie relativistiche della gravitazione formulate a partire dalla Relatività generale di Albert Einstein”.

L’invito del sindaco di Acerra

Il sindaco di Acerra Raffaele Lettieri ha invitato Mariafelicia nella sua città: “A nome di tutta la comunità di Acerra, e certo di interpretare i sentimenti di tutti gli Acerrani, faccio i miei complimenti al nostra concittadina Mariafelicia De Laurentiis dell’Università di Napoli Federico II, che è tra i cinque scienziati italiani del progetto internazionale Event Horizon Telescope  al quale l’Italia partecipa con Istituto Nazionale di Astrofisica  e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare . La nostra concittadina, insieme agli altri scienziati, ha partecipato alla scoperta più avvincente degli ultimi anni, l’individuazione e la cattura dell’immagine fotografica di un buco nero al centro di una galassia lontana 55 milioni di anni luce. Sapere che uno scienziato di Acerra è protagonista di un’impresa scientifica di tale portata storica ci riempie di orgoglio e ci spinge a lavorare con sempre più forte impegno e passione per tutti i giovani talenti della nostra terra, perché possano avere, in futuro, maggiori occasioni per non dover portare lontano dalla loro terra il loro sapere e il loro valore. Ci incontreremo presto al suo ritorno in città e compatibilmente con i suoi tanti impegni. Per il momento i nostri complimenti e l’orgoglio della Città di Acerra”.

La prima foto del buco nero

La caratteristica principale di  un buco nero è l’esistenza del cosiddetto ‘orizzonte degli eventi’. L’orizzonte degli eventi costituisce il limite dello spaziotempo, quella regione da cui non possiamo ricevere informazioni e da cui né la materia né la radiazione possono sfuggire.
Appena fuori dall’orizzonte degli eventi c’è una regione in cui i fotoni seguono orbite instabili. In accordo con la Relatività generale, se immerso in questa zona luminosa, un buco nero crea una regione oscura simile a un’ombra: pertanto, dall’osservazione diretta di un buco nero, ci si aspetta di vedere la sua ombra. Il fenomeno non era mai stato osservato prima.

Eht, rete di ricerca globale

Eht è una rete di ricerca distribuita su tutta la terra, composta da oltre 200 ricercatori e da un insieme di radiotelescopi in Europa, Stati Uniti e Hawaii, America centrale e del Sud, Africa e Asia, che si coordinano per formare un unico strumento di dimensioni globali con sensibilità e risoluzione all’avanguardia. Lo scopo del progetto era proprio catturare l’immagine di un buco nero. Dopo decenni di osservazione, si è arrivati ad un risultato sensazionale, anche grazie a scienziati italiani.