«I Rinaldi presi con le bombe», la guerra tra i Mazzarella e Mauè raccontata dal pentito

Una guerra senza esclusione di colpi. Fatta di stese, intimidazioni ma anche bombe. E’ la guerra trentennale combattuta tra i Mazzarella (e la loro ‘costola’ dei D’Amico-Luongo) e i Rinaldi del rione Villa (alleati dei Reale). Una stagione di inaudita violenza su cui si stanno concentrando i verbali del collaboratore di giustizia Umberto D’Amico ‘o lion, ex reggente del gruppo della Gennarella. In una delle sue prime dichiarazioni agli inquirenti D’Amico si è concentrato proprio sui raid dinamitardi effettuati contro gli uomini del boss Ciro ‘Mauè’.

«Da quando sono uscito dal carcere nel 2017 sono state messe molte bombe e commesso stese. La prima bomba una settimana dopo la mia scarcerazione la misero Umberto Luongo, Paolo De Mato e Salvatore Autiero come risposta all’aggressione del figlio di Salvatore D’Amico. Un’altra bomba l’ha messa Salvatore Fido a via Comunale Ottaviano, fu piazzata da Perna e dalla moglie. La bomba fu messa come richiesta estorsiva nei confronti di….per i traffici di droga a Ibiza e Napoli e che non voleva pagare».