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lunedì, Gennaio 17, 2022
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Melito all’anno zero. Il Consiglio approva la delibera di pre-dissesto


Il Consiglio comunale di Melito riunito questa mattina ha votato l’approvazione dell’adesione al riequilibrio straordinario dei conti pubblici proposta dall’amministrazione guidata dal sindaco Antonio Amente. Con quindici voti di maggioranza, contro l’astensione dei cinque dell’opposizione, l’Assise ha dunque deliberato la procedura di pre dissesto da presentare nei prossimi 5 giorni al ministero dell’interno e, entro i prossimi 90 giorni, alla sezione regionale dei corti dei conti.

Sentenze pendenti sul Comune, una tra tutte quella del parco Guerra – ancora incerta – per un valore di circa 20 milioni di euro, crediti non esigibili, difficoltà nella riscossione tributaria e spese in alcuni casi scellerate effettuate negli ultimi due decenni hanno generato una situazione debitoria strutturale insostenibile e “irreparabile” attraverso gli strumenti ordinari previsti. Diverse le perplessità palesate dai consiglieri di opposizione. Le cifre incerte e un prospetto sommario della situazione debitoria dell’ente, e l’impossibilità di definire quale provvedimento, tra pre dissesto e default, consono da adottare sono state tra le principali cause del voto contrario dei sei rappresentanti della minoranza.

“È l’ora di prendere atto della voragine presente nei conti del Comune – ha affermato l’assessore Angela Arsenti – Ci troviamo dinanzi ad una decisione epocale per l’Ente e ormai inderogabile. Senza voler individuare responsabili, si tratta di una decisione da assumere con senso di responsabilità per il bene della cittadinanza, cercando di ridurre al minimo i disagi per i cittadini”.

“Propongo di formare una commissione con potere decisionale composta da tre consiglieri di maggioranza e tre di minoranza, coordinati dall’assessore Angela Arsenti per trovare le migliori soluzioni per salvaguardare gli interessi dei cittadini melitesi”, ha affermato il primo cittadino Antonio Amente. Una proposta che ha trovato il favore della minoranza che, secondo le procedure previste, ha specificato che resterà comunque compito del consiglio comunale pronunciarsi sul documento.

Qualora il piano di rientro proposto dal Comune – che potrà essere spalmato dai 4 ai 20 anni – dovesse trovare parere favorevole degli organi preposti, si aprirà una nuova fase per l’Ente di via Salvatore Di Giacomo: l’aumento delle aliquote, la riduzione drastica delle spese e l’alienazione di parte del patrimonio immobiliare nelle disponibilità del Comune saranno i primi provvedimenti che dovranno essere necessariamente adottati per rientrare dalla forte situazione debitoria dell’Ente. Ipotizzabile anche il ricorso al fondo di rotazione in base alle disponibilità delle somme messe a disposizione dal governo centrale: un’immissione di liquidità nelle casse comunali che può arrivare fino ai 300 euro pro capite in base al numero di cittadini.

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