Quando Napoli aveva il suo circuito di Formula 1: l’autodromo di Posillipo

(Un'immagine storica: il circuito automobilistico di Posillipo - archivio InterNapoli)

Ebbene, è proprio così. Napoli aveva il suo personalissimo tracciato cittadino: un autodromo di spessore internazionale, per anni inserito nel circuito delle competizioni su quattro ruote. Nelle ultime ore, alcune immagini diffuse sul web hanno catturato la nostra attenzione, convincendoci a raccontarvi questa breve ma significativa storia. Quindi, Napoli tra le grandi città d’Europa, non solo per l’arte e le rivoluzionarie innovazioni di origine borbonica (ma non solo). Il circuito di Posillipo, in verità, cambiò nome più volte. Il prestigio del tracciato partenopeo convince il principe Umberto di Savoia a dedicarlo a sua moglie, rinominando la competizione che si correva qui “Coppa Principessa di Piemonte”. Successivamente, fu rinominata “Coppa Gran Duchessa di Belgio” e, in ultimo, “Gran Premio Napoli“.

Uno scatto dell’epoca che ritrae una tribuna dell’autodromo di Posillipo – archivio InterNapoli)

Il circuito attraversava tutta la collina, scendeva a Marechiaro, risaliva per via Boccaccio fino a ricominciare da Posillipo. In totale, il tracciato era lungo circa 4 chilometri. Le auto sfrecciavano tra le curve della collina e le ville alberate. Secondo alcuni, somigliava all’attuale e certamente più celebre Gran Premio di Montecarlo. Nonostante l’importanza acclarata del tracciato cittadino partenopeo, le gare corse qui non furono mai valenza ai fini del campionato mondiale di Formula 1. Le monoposto leader di categoria corsero ugualmente il Gran Premio Napoli, ma solo per competizioni a gara unica. Contrariamente, il circuito rientrava tra le tappe del campionato mondiale di Formula 2. Almeno fino al 1962. Per carpire meglio l’importanza dell’Gran Premio Napoli basta leggere il palmares. Luigi Angelini, Tazio Nuvolari, Nino Farina e Alberto Ascari. Per i meno appassionati, campioni del passato, universalmente riconosciuti.