Nel corso di Canale 21, il giornalista Peppe Iannicelli è tornato ad attaccare Maurizio Sarri e la stagione del Napoli: “Quando arrivi testa a testa il fatturato e la rosa non contano più nulla. Quello del Napoli è stato un crollo dopo Torino. Sarri paga il dazio della scelta di Sarri di puntare tutto sul campionato rinunciando deliberatamente alle coppe ed una cattiva gestione dell’organico perché Ounas, Maksimovic, Giaccherini, Diawara ed altri potevano battere le squadre di terza fascia che hanno 40 punti in meno! Siamo grati a Sarri per averci provato, ma ha fallito! Noi siamo in presenza di un fallimento sportivo, conta vincere, se arrivi secondo a un punto o a mille punti non cambia. Secondo resta. Il triennio s’è esaurito, si chiude senza uno straccio di titolo e se termina così preferisco l’anno di Roma e Lazio”.
Duro anche Italo Cucci: “Posso dire che questo è un epilogo triste? Che il Napoli doveva tenere il punto con vigore, con rabbia, pur di non dar retta ai perdenti nati che giá domenica s’erano cinti il capo di corine di cipolla e invocavano presunte vittorie? Il calcio non offre scappatoie ai demagoghi. O vinci o perdi. La sconfitta di Firenze e il pareggio con il Toro di Mazzarri non offrono scappatoie: le occasioni le avete buttate al vento voi, azzurri; anzi: le ha buttate Sarri. Lo spirito di Hamsik ha resistito fino all’ultimo minuto, le scelte disastrose di Sarri hanno reso impossibile l’ultimo assalto. Lui, inesperto, credeva di arrivare all’ora decisiva con forze fresche, coi ragazzi “tonici” per avere schivato la Champions, la Coppa Italia e l’Europa League. L’ho detto subito, solo io, che era un suicidio, che voleva dire disarmare i guerrieri; tre giorni fa l’ha detto anche De Laurentiis, pensando anche al danno economico derivante da quelle rinunce; non a quello pensavo, io, ma all’indebolimento, alla frustrazione di giocatori d’alto livello che si vedevano esclusi dai banchetti europei che procurano gloria o comunque denaro. Ci si allena alla sfida finale lottando su tutti i campi, non guardando le Coppe in tivù. Sarri forse ‘ste cose non poteva saperle, venendo da un altro mondo. Dovevano ricordargliele subito il suo presidente e i collaboratori e invece hanno prevalso i leccapiedi, i perdenti nati che lo hanno illuso di essere infallibile. E che vista la mala parata da settimane tentano di procurargli alibi”. 

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