HomeAttualità e SocietàNapoli vittima di sé stessa, come l'overtourism sta "divorando" la città partenopea

Napoli vittima di sé stessa, come l’overtourism sta “divorando” la città partenopea

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Torna ad occuparsi delle cronache partenopee il The Telegraph, il noto quotidiano britannico che più volte, negli ultimi anni, ha redatto articoli aventi come oggetto la città di Napoli.

Ma, a questo giro, lo fa con un occhio più attento, diretto: se in passato il quotidiano parlava di Napoli come un “gioiello sottovalutato” e definendola poi “la città più bella del mondo”, con tanto di articoli titolati “Il perfetto weekend a Napoli, la caotica eppure seduttiva città meridionale”, stavolta ne parla in maniera critica, definendola una città “divorata dall’overtourism” e dalle sue stesse tradizioni.

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Napoli vittima di sé stessa, come l’overtourism sta “divorando” la città partenopea

Ma in che senso “divorata dall’overtourism” e dalle sue stesse tradizioni? A scrivere di Napoli è, questa volta, Nick Squires, corrispondente a Roma del Telegraph appunto: un giornalista che si è trovato a vivere appieno la città, avendo modo di osservare con i suoi stessi occhi le bellezze che la distinguono ma anche i problemi, i numerosi problemi che la stanno affossando.

A leggere l’articolo di Squires, pare di trovarci di fronte ad una descrizione da parte di un qualche comitato cittadino del “no alle friggitorie” e al turismo mordi e fuggi. Ecco cosa riporta testualmente Squires: «Con i suoi innumerevoli negozi di souvenir, pizzerie e bar che propongono Aperol Spritz, è una sfida percorrere Via dei Tribunali, una delle principali strade storiche di Napoli. Guide con microfoni conducono colonne di passeggeri di navi da crociera e turisti che si abbuffano di cibo di strada, mentre i napoletani sfrecciano in motorino, insinuandosi pericolosamente tra la folla».

E poi ancora: «Un tempo sinonimo di criminalità mafiosa, rapine di strada e crisi dei rifiuti, Napoli sta vivendo uno straordinario boom turistico. Il porto dell’Italia meridionale è l’ultima città a trovarsi in prima linea nella battaglia del turismo, subendo le stesse pressioni che si sono fatte sentire in destinazioni europee popolari come Venezia, Barcellona e Dubrovnik in Croazia, utilizzata come location per le riprese di Game of Thrones».

Gli inquilini in affitto sfrattati e le case trasformate in Airbnb: è in atto la “Disneyficazione” di Napoli

Il giornalista si trova ad affrontare anche il problema degli appartamenti, con gli inquilini in affitto spesso sfrattati in quanto quelle case verranno magari trasformate in un Airbnb. E dei prezzi che, in automatico, schizzano alle stelle: «I proprietari stanno cacciando via gli inquilini per trasformare gli appartamenti in redditizie proprietà Airbnb. Gli inquilini cacciati dai quartieri centrali per lasciare gli appartamenti ai turisti, in una città dove il 68 per cento delle persone vive in affitto. I negozi tradizionali come fruttivendoli e ferramenta vengono sostituiti da ristoranti identici gli uni agli altri che servono specialità napoletane come pizza e limoncello».

Attraverso le parole di alcuni residenti, il Telegraph parla dell’autenticità che si sta erodendo e, tra le altre, fa spiegare ad Anna Fava della rete Set Napoli che «è in atto un processo di disneyficazione» con il centro storico che «si sta trasformando in un parco a tema».

Racconta poi del murales dedicato a Maradona e dei Quartieri Spagnoli diventati una meta imperdibile non per la storia del Seicento ma per il dio del calcio e tutto il merchandising del falso a lui legato, con maglie, sciarpe e adesivi a tema, in «un luogo di pellegrinaggio inventato dagli abitanti del posto per i visitatori».

Insomma, una Napoli che, a differenza dei suoi colleghi che si limitano a parlarne dalle scrivanie della loro redazione elencandone, magari, i migliori ristoranti, hotel, luoghi e periodi ideali in cui visitarla, viene definita in questo caso come una città che l’overtourism sta divorando, quasi facendola affogare nel suo stesso sangue. “Si tratta di una minaccia esistenziale per la società napoletana”, chiude l’articolo del Telegraph.

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Nicola Avolio
Nicola Avolio
Giornalista pubblicista, mi sono avvicinato per la prima volta alla professione iniziando a collaborare con la testata "La Bussola TV", dal 2019 al 2021. Iscritto all'albo dei pubblicisti da giugno 2022, ho in seguito iniziato la mia collaborazione presso la testata "InterNapoli.it", e per la quale scrivo tuttora. Scrivo anche per il quotidiano locale "AbbiAbbè" e mi occupo prevalentemente di cronaca, cronaca locale e sport.
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