“Contro il Natale appezzottato”, l’omelia natalizia che non ti aspetti

(Nel riquadro, il Monsignor Di Donna - archivio InterNapoli)

Sono migliaia i fedeli che si sono radunati nelle chiese di tutto il Paese per la tradizionale messa di Natale. Ovviamente, a dirigerle, centinaia di parroci, vescovi e cardinali, incaricati di diffondere il Vangelo nel giorno più rappresentativo per i cristiani. Sostanzialmente, le omelie finiscono per somigliarsi tutte. C’è chi diversifica il tono, chi integra il contenuto con messaggi di speranza, oppure chi prende spunto dal Vangelo per indicare la “retta via” attraverso la modernità. Oppure, di tanto in tanto, saltando di bocca in bocca, ci giunge notizia di un’omelia fuori dal coro. Nuova, inusuale e, proprio per questo, dal potere comunicativo molto forte. E’ il caso dell’omelia di Monsignor Antonio Di Donna, Vescovo della diocesi di Acerra. Lui, il Natale moderno lo ha definito “appezzottato”.

Oggi è nato per voi il Salvatore, che è Cristo Signore – ha esordito il Vescovo – E’questo il vero Natale, il Natale del Signore, il Natale cristiano. E’ questo il vero motivo della nostra festa. Se togliamo questo annuncio, cosa rimane del Natale? Una festa vuota, solo una grande abbuffata! Nel nostro dialetto napoletano, di una cosa falsa diciamo “appezzottato”. E’ quando si imitano capi di abbigliamento o borse di grandi firme, ma in realtà quegli oggetti sono falsi. A Napoli si dice appunto, sono “appezzottati”. Ci sono tanti natali “appezzottati” in giro, natali molto “falsi”.

Ma non è tutto. Il Monsignor Di Donna si è dilungato molto, col chiaro intento di smontare la deriva consumistica del Natale moderno. Non ci sta e vuole che il suo messaggio arrivi forte e chiaro ai fedeli accorsi ad ascoltarlo ad Acerra. Si focalizza sulle ultime vicende che, a suo avviso, continuano a minare il natale vero, a vantaggio di quello “pezzotato”. Ad un certo punto, durante la sua omelia, fa riferimento alla sparizione – di fatto è così – di “Tu scendi dalle stelle” dai programmi televisivi di intrattenimento, in onda nei giorni di Natale.

Devo però da questo punto di vista in parte correggermi. Avevo preparato l’omelia prima di ieri sera. Poi, mi ha colpito un episodio bello al termine del Tg1 delle 20.00 della Vigilia. Hanno chiesto al cantautore Jovanotti: “Quale è per te la canzone più bella del Natale?”. E lui ha risposto che “son tutte belle e mi piacciono tutte, ma una particolarmente: ‘Tu scendi dalle stelle’”. Mi sono detto: “La Tv di Stato non ha censurato “Tu scendi dalle stelle?”. Addirittura Jovanotti si è messo con la chitarra e l’ha cantata, con il suo stile. Ecco, sentire da schermi televisivi cantare Jovanotti “A te che sei del mondo il creatore mancano panni e fuoco mio Signore” mi ha fatto molto piacere.