Omicidio Rosario Coppola ad Arzano, scure del Riesame sull’inchiesta. Il tribunale del Riesame di Napoli (VIII sezione) infatti ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Salvatore Romano, il ras considerato come il mandante dell’omicidio, lo zenit della nuova faida tra i ’reduci’ del clan della 167 della città dell’hinterland.
Omicidio Coppola ad Arzano, annullata ordinanza per Salvatore Romano
Accolte in pieno le argomentazioni dei legali del ras, gli avvocati Domenico Dello Iacono e Imma Carratore, che hanno spinto i giudici della libertà ad annullare la misura cautelare nei confronti del loro assistito.
Per gli inquirenti Romano, insieme ad Armando Lupoli, poi deceduto in un altro agguato, avrebbe organizzato il raid anche se il reale obiettivo era un altro e cioè il ras Davide Pescatore, a capo della fazione avversa. Ad eseguire il fermo erano stati i carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna. L’agguato era finalizzato a riconquistare con la forza il territorio. L’ipotesi dello scambio di persona emerse fin da subito dalle indagini svolte dalla Dda e dai Carabinieri di Castello di Cisterna. La vittima fu raggiunta da cinque colpi d’arma da fuoco, in più parti del corpo. Con lui, in auto, c’era anche Antonio Persico, che fu raggiunto da un solo proiettile al braccio destro.
La scarcerazione di Pescatore avrebbe determinato un mutamento nella gerarchia del clan, che a sua volta dava vita a una contrapposizione tra gli affiliati, che di fatto si scindevano in due sottogruppi in lotta al fine di riconquistare la posizione di vertice all’interno del clan. Dunque alla fine dello scorso dicembre, il gruppo di Pal’ ‘e fierr’ e Antonio Caiazza si sarebbe contrapposto a quello di Romano. Nella lotta Sasi sarebbe stato affiancato da Raffaele Silvestro, Salvatore Lupoli, Antonio Alterio, Umberto Lupoli, Armando Lupoli e Mattia Rea.


