Omicidio Della Corte, si torna in Appello. La figlia Marta: “Confido nella giustizia”

Condanna annullata ai killer di Della Corte, la figlia Marta in lacrime:
Condanna annullata ai killer di Della Corte, la figlia Marta in lacrime: "Ci hanno stravolto"

Si terrà domani l’udienza in Corte di Appello di Napoli per Ciro Urzillo, Luigi Carrozza e Kevin Ardis, i 3 tre giovani accusati e già condannati a 16 e mezzo ciascuno di reclusione, la pena massima dopo la scelta del rito abbreviato, per la morte di Francesco Della Corte. Il vigilante venne colpito con violenza nel marzo 2018 dinanzi la stazione della metropolitana di Piscinola dove stava svolgendo il turno di sorveglianza notturno.

Dopo due settimane dal ricovero in ospedale, Della Corte, per tutti “Ciccio’’, morì. Lo scorso luglio la Corte di Cassazione aveva annullato le condanne ai tre ragazzi – all’epoca dell’aggressione al vigilante tutti minorenni.  Determinando così un nuovo processo pronto a celebrarsi domani. Uno dei punti cardine in relazione alla nuova sentenza riguarda quello dell’eventuale aggravante della crudeltà.

Giustizia per Franco Della Corte

La speranza della famiglia di Francesco Della Corte è alla conferma della condanna a 16 e mezzo di carcere per Urzillo, Carrozza e Ardis ci sia appunto il riconoscimento dell’aggravante della crudeltà. Ma intanto dai figli di Francesco Della Corte arrivano nuove dichiarazioni di amarezza verso tutta questa triste vicenda.

Marta, la secondogenita del vigilante, afferma: «Spiace che, ancora una volta, abbiamo saputo soltanto per caso dell’udienza di domani. Il nostro avvocato si trovava al Tribunale di Napoli e chiedendo in Cancelleria ha appreso della data, a praticamente 24 ore di distanza. La legge prevede in questi casi che noi non possiamo costituirci parte civile né partecipare all’udienza ma questa mancanza di informazioni ci logora ancora di più». In ogni caso, aggiunge Marta Della Corte, «confidiamo ancora nella giustizia nonostante quanto successo alla Cassazione. Non possiamo credere che domani la sentenza non venga confermata, perché non possiamo credere che in questo mondo non esista giustizia».

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