Omicidio fuori la disco, condanna bis a chi istigò il killer di Agostino Di Fiore

Trent’anni di galera confermati. E’ questa la decisione presa dai giudici della terza sezione della Corte d’Assise d’Appello di Napoli nei confronti di Francesco Esposito ‘o chiatt. Il giovane era imputato in quanto istigatore della morte di Agostino Di Fiore. Il 28enne di Secondigliano ucciso fuori la discoteca Riva a Coroglio l’11 giugno del 2018. La notizia anticipata questa mattina da Luigi Nicolosi per Il Roma. L’esecutore materiale è infatti indicato in Michele Elia Junior (all’epoca dei fatti minorenne), rampollo dell’omonima famiglia del Pallonetto di Santa Lucia. Secondo la ricostruzione effettuata all’epoca dalla polizia emerse che era scoppiata una lite in discoteca, poi sfociata nell’omicidio di Di Fiore, alterco innescato dalla sua intromissione, non gradita, in una lite scoppiata tra lo stesso Esposito e la sua fidanzata. Ci fu una rissa durante la quale Esposito ebbe la peggio contro un gruppo di ragazzi di Secondigliano, di cui faceva parte anche lo stesso Agostino Di Fiore.

La chiamata all’amico e gli spari contro Agostino Di Fiore

Esposito dopo l’accaduto chiamò Elia junior affinchè intervenisse nonostante gli inviti della sua ragazza ad andare via: il giovane ras arrivò con un taxi a Coroglio armato di pistola. L’omicidio si consumò poco dopo le 5,30. Subito dopo aver udito gli spari gli agenti trovarono, su salita Coroglio, un’auto nera che aveva sfondato un muro. Lo sportello del lato passeggero era aperto e, all’interno, c’era Agostino Di Fiore, morto, crivellato di colpi. Michele Elia junior è stato già processato dal tribunale dei Minori e condannato a 18 anni di reclusione. Per Esposito invece la conferma dei trent’anni.

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