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domenica, Aprile 6, 2025
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Orrore nel Casertano, cagnolina lasciata a morire per vendetta contro l’ex

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Shaila, una cagnolina di quattro anni, è stata salvata in extremis dopo essere stata abbandonata senza cibo né acqua dalla sua padrona, una trentenne di Santa Maria Capua Vetere. Il gesto, secondo le indagini, sarebbe stato dettato da un desiderio di vendetta nei confronti dell’ex fidanzato, a cui apparteneva l’animale.

Il soccorso veterinario e la denuncia

A lanciare l’allarme è stata un’associazione animalista, che ha ricevuto segnalazioni sulle condizioni disperate della cagnolina. Quando i carabinieri sono intervenuti, hanno trovato l’animale in stato di grave denutrizione, abbandonato su un balcone senza alcuna possibilità di salvezza. La scena che si sono trovati di fronte i militari è stata straziante: Shaila, scheletrica e visibilmente disidratata, non aveva la forza di muoversi.

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Senza un intervento tempestivo, l’epilogo sarebbe stato tragico. I carabinieri hanno immediatamente riempito una ciotola con due litri d’acqua: la cagnolina, in un disperato tentativo di recuperare le forze, ha bevuto tutto in pochi minuti, segno evidente della sua sofferenza prolungata.

Dopo il primo soccorso, sono arrivati i veterinari dell’Asl, che hanno confermato il gravissimo stato di deperimento di Shaila. L’animale presentava segni evidenti di malnutrizione, con ossa sporgenti su testa, torace e bacino, un chiaro segnale di una prolungata privazione di cibo e acqua.

Shaila è stata immediatamente presa in cura dai veterinari, che hanno avviato un percorso di recupero per rimetterla in forze. Essendo regolarmente microchippata e iscritta all’anagrafe canina regionale, il suo proprietario ufficiale, l’ex compagno della donna, è stato informato dell’accaduto.

Una seconda possibilità per Shaila e la piaga del maltrattamento di animali

Dopo le prime cure veterinarie, la cagnolina è stata affidata all’associazione Fido Felix di Castel Volturno, che ora si sta occupando della sua riabilitazione. Qui riceverà tutto l’amore e l’attenzione necessari per superare il trauma subito e ritrovare la fiducia negli esseri umani.

La vicenda di Shaila ha suscitato un’ondata di indignazione tra gli amanti degli animali, riportando ancora una volta l’attenzione sulla piaga del maltrattamento di animali e sull’importanza di denunciare situazioni di abuso. Troppe volte, infatti, gli animali vengono usati come strumenti di vendetta o sfogo per rancori personali, subendo sofferenze ingiuste e crudeli.

Ora Shaila è salva e potrà iniziare una nuova vita, lontana da chi ha cercato di condannarla a una morte lenta e atroce. Nel frattempo, la trentenne responsabile di questa crudeltà è stata denunciata per maltrattamento di animali, un reato punito dall’articolo 544-ter del Codice Penale con pene che possono arrivare fino a 18 mesi di reclusione o una multa fino a 30.000 euro.

 

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