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Pamela Genini era già stata picchiata da Soncin, l’amica: “Lui aveva progettato tutto”

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Il volto segnato dalle ferite e gli occhi lucidi: così appariva Pamela Genini nelle foto che, lo scorso febbraio, aveva inviato a un’amica per mostrare i segni delle violenze subite dal compagno Gianluca Soncin, 52 anni, che ieri l’ha uccisa con 24 coltellate nel suo appartamento di via Iglesias, a Milano. Quelle immagini, mostrate ieri nella trasmissione “Dentro la notizia” condotta da Gianluigi Nuzzi su Canale 5, erano già un chiaro campanello d’allarme dei maltrattamenti subiti dalla 29enne, minacciata più volte di morte. «Se mi lasci ti ammazzo e ammazzo tua madre», le avrebbe detto Soncin.

Nel programma è stata trasmessa anche la testimonianza di Elisa, l’amica con cui Pamela aveva pranzato il giorno prima del delitto: «Ieri eravamo a pranzo a Lugano, voleva parlarmi perché aveva intenzione di studiare psicologia… era molto felice, stava per diventare zia. Con Gianluca il rapporto sembrava essersi stabilizzato, e forse è stato questo l’errore. Lei era indecisa se denunciarlo… Gli scatti d’ira credo fossero improvvisi».

Dalle indagini emerge un quadro di violenze ripetute: a Cervia, lo scorso agosto, Soncin le avrebbe puntato una pistola al ventre; all’Isola d’Elba, nell’estate 2024, l’avrebbe aggredita con calci, pugni e cocci di vetro, tentando di buttarla dal balcone. In un messaggio disperato all’ex fidanzato, con cui era rimasta in contatto, Pamela scriveva: «Teso ho paura ha fatto doppione chiavi mi è entrato, non so che fare, chiama polizia».

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Poco dopo, durante una telefonata con lo stesso ex, la giovane ha urlato: «Aiuto, aiuto, aiuto!» prima che la linea si interrompesse. «Mi sta accoltellando, aiuto!», sono invece le ultime parole udite dagli agenti mentre salivano le scale del palazzo. La polizia, allertata dall’ex, è arrivata quando l’uomo stava ancora colpendo la vittima. Poco prima la donna «alla chiamata fatta dalle forze dell’ordine al citofono» aveva risposto «secondo piano, Glovo» per tentare di impedire che il 52enne si accorgesse che stava arrivando la Polizia, allertata dall’ex fidanzato. La ricostruzione emerge dal decreto di fermo.

Soncin è stato arrestato con l’accusa di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dagli atti persecutori. Secondo la procura, ha agito con «peculiare crudeltà», decidendo di uccidere nonostante l’arrivo delle forze dell’ordine. Oggi sarà interrogato dal gip Tommaso Perna nel carcere di San Vittore.

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