HomeSaluteParkinson, a Napoli 10 pazienti trattati con ultrasuoni: addio tremori senza intervento

Parkinson, a Napoli 10 pazienti trattati con ultrasuoni: addio tremori senza intervento

PUBBLICITÀ

«Il Parkinson limitava quasi del tutto la mia autonomia, dopo la terapia a ultrasuoni il tremore dal lato destro è sparito. Oggi riesco di nuovo a guidare l’auto, farmi la barba, scrivere a mani libere, usare le posate per mangiare. Un risultato che mi ha restituito il futuro che sembrava compromesso dalla malattia». È il racconto di Mauro Sellitto, 72enne ingegnere di Caserta, tra i primi pazienti sottoposti al nuovo trattamento con ultrasuoni focalizzati guidati da risonanza magnetica al Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli di Napoli.

La struttura universitaria partenopea è la prima nel Sud Italia ad aver introdotto questa tecnologia di ultima generazione, utilizzata per contrastare i tremori invalidanti causati dal Parkinson resistente ai farmaci e dal tremore essenziale. Il trattamento permette di intervenire senza bisturi e senza procedure invasive, a differenza della stimolazione cerebrale profonda che richiede l’impianto di elettrodi nel cervello.

PUBBLICITÀ

Da novembre scorso a oggi sono stati trattati dieci pazienti: otto campani e due provenienti da altre regioni. Quattro erano affetti da Parkinson, mentre sei soffrivano di tremore essenziale, una patologia per la quale, finora, le terapie farmacologiche disponibili si erano dimostrate poco efficaci.

I risultati ottenuti sono stati definiti molto incoraggianti dagli specialisti. «il binomio vincente tra ricerca e assistenza», riguardo i «primi 10 pazienti, 4 con Parkinson e 6 con tremore essenziale, malattia fino ad oggi priva di farmaci realmente efficaci. Sottoposti al nuovo trattamento da fine novembre scorso ad oggi, hanno recuperato l’autonomia funzionale perduta con effetto immediato e una riduzione del tremore dall’80 fino al 100%, tranne in un caso in cui la risposta terapeutica è stata del 40-50%, ma comunque clinicamente rilevante», ha spiega Alessandro Tessitore, docente di Neurologia e presidente della Società italiana di Parkinson.

Il sistema utilizza un particolare caschetto indossato dal paziente durante la risonanza magnetica, capace di indirizzare ultrasuoni con estrema precisione verso aree cerebrali millimetriche coinvolte nei disturbi del movimento.

«Questa nuova tecnologia migliora radicalmente la qualità di vita dei pazienti con risultati non solo immediati, ma anche stabili nel tempo. E’ accessibile però solo a soggetti selezionati attraverso un rigoroso processo di screening», ha evidenziato ancora Tessitore.

Soddisfazione anche da parte del rettore dell’ateneo Gianfranco Nicoletti. «Questo nuovo approccio terapeutico rappresenta un significativo miglioramento sia in termini di sicurezza e appropriatezza clinica sia in termini di qualità della vita dei pazienti», ha affermato. «Parallelamente – ha aggiunto Nicoletti – l’adozione di questa tecnologia apre nuove e importanti prospettive di ricerca traslazionale e clinica, favorendo lo sviluppo di programmi scientifici avanzati nell’ambito delle patologie neurologiche e neurodegenerative, nonché percorsi formativi altamente qualificanti per studenti, specializzandi e giovani ricercatori».

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ