Riflettori puntati in Campania per la questione del suicidio assistito, che nel nostro Paese è diventato legale a determinate condizioni dopo la sentenza 242-2019 (nota come sentenza Cappato-Dj Fabo). L’associazione Luca Coscioni ha lanciato un appello al presidente della Regione Vincenzo De Luca per accelerare le procedure di risposta alla richiesta pervenuta alla Asl Napoli 3 Sud. Quest’ultima proviene da una persona in attesa delle verifiche sulle condizioni per l’accesso alla morte volontaria assistita. Dopo la sentenza, l’associazione Coscioni aveva chiesto di accedere agli atti in tutte le regioni italiane per ottenere informazioni sulle richieste di suicidio assistito giunte alle aziende sanitarie dal 2020 a oggi.
Gli esiti delle richieste di suicidio assistito in Italia
Secondo quanto emerso dall’indagine, sono 51 le richieste pervenute fino a oggi, con esiti variabili tra approvazioni, dinieghi e procedure in corso. Le motivazioni più diffuse per la decisione di morte volontaria assistita risiedono nella presenza di malattie degenerative, oncologiche o causate da eventi come incidenti. Nonostante ciò i tempi dell’iter burocratico restano lunghi siccome mancano leggi regionali specifiche che le disciplinino. La richiesta pervenuta all’Asl Napoli 3 Sud risulta in fase istruttoria perché il comitato etico territoriale Campania 2 ha chiesto il parere di una Commissione tecnica multidisciplinare permanente e l’autorizzazione della Regione Campania.
Le dichiarazioni di Marco Cappato e Filomena Gallo
Inoltre, entrambi precisano che questa richiesta ferma in fase istruttoria non è l’unica richiesta dal 2020 a oggi. “Nel 2021 abbiamo seguito il caso di Giampaolo Galietta, un 47 enne affetto da atrofia muscolare spinale che venne sottoposto alla verifica delle condizioni. Ma a lui, oramai esausto per la sofferenza, il comitato etico, con una comunicazione atipica, inviò l’ok per la sedazione palliativa profonda. Giampaolo aveva chiesto l’accesso al suicidio assistito per assumere un farmaco letale e morire subito. Quando ha ricevuto quella lettera ha acconsentito, ma non era quello che avrebbe voluto ed è rimasto sedato tre giorni prima di morire” ha concluso Filomeno Gallo.
Un altro caso di mancato suicidio assistito
Sono tante le richieste di suicidio assistito che non sono state accolte immediatamente. Come il caso di un malato affetto da Sla che dopo aver contattato l’associazione Coscioni, che gli ha fornito le informazioni su cosa fosse legale, si è aggravato ed è poi morto per un infarto. La segretaria nazionale ha ribadito l’appello al presidente Vincenzo De Luca che più volte ha dichiarato di essere a favore della libertà di scelta della persona nel fine vita. “Oggi ha la possibilità di passare dalle dichiarazioni ai fatti. Bisogna approvare la legge regionale per garantire dei tempi certi di risposta alla persona malata che chiede la verifica delle sue condizioni per poter accedere alla morte volontaria” ha ribadito la segretaria nazionale Filomena Gallo rivolgendosi la presidente della Regione.


