Per il comune era un’associazione sportiva, ma all’interno si nascondeva un night club: il blitz

immagine di repertorio

Night club abusivo chiuso e multa da 6mila euro al gestore irregolare che, tramite un collaboratore, tenta di riaprire il locale con un nome diverso. Il Comune – che contesta la carenza dei requisiti di legge – ordina nuovamente la cessazione immediata dell’attività grazie a un’operazione congiunta dell’ufficio comunale pubblici esercizi, Polizia di Stato – Questura di Vicenza e Guardia di Finanza di Vicenza.

Secondo quanto dichiarato in Comune, il locale, denominato “Luxor – Arcobaleno 2”, in strada Padana verso Verona 299, risultava essere la sede di un’associazione/circolo privato, affiliata alla Fenalc (Federazione Nazionale Liberi Circoli) e aperta nel 2011, con finalità sportive, culturali, ricreative, ludiche, di promozione dei rapporti sociali e degli interscambi personali, di cui presidente risultava essere R.A., cittadino italiano residente a Malo di 60 anni. Ma conclusione di una dettagliata e approfondita attività di indagine, la Guardia di Finanza ha invece scoperto che si trattava di una vera e propria impresa commerciale, gestita da M.S., cittadino italiano di Altavilla Vicentina, residente a Panama e iscritto all’Aire, di 64 anni.

IL LOCALE E I CLIENTI
Il locale, frequentato soprattutto da cittadini stranieri, pubblicizzava la propria attività anche sul web, ed era aperto tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle 22.30 alle 4 del giorno successivo. I presunti soci, sentiti dalle forze dell’ordine intervenute, hanno dichiarato di essere semplici clienti, di non conoscere il “consiglio direttivo”, né lo statuto dell’associazione, di non aver mai saputo della convocazione di assemblee sociali. Si limitavano a pagare un biglietto di ingresso al locale, oltre al costo della tessera annuale, a cui aggiungevano via via le consumazioni (proprie e offerte alle ragazze in abiti succinti, con cui i clienti si intrattenevano), saldando poi, a parte e a tempo, anche il costo dell’accesso a “privé“.

L’ISPEZIONE, L’EVASIONE FISCALE E L’ORDINE DI CESSARE L’ATTIVITA’
Le operazioni ispettive condotte dalla Guardia di Finanza hanno permesso di riqualificare l’attività esercitata sotto forma di “associazione” in “attività commerciale vera e propria” con conseguente recupero a tassazione di elementi positivi di reddito (ricavi non dichiarati) per oltre 244 mila euro nel triennio 2016/2018 ed I.V.A. evasa per oltre 52 mila euro nel medesimo arco temporale. Il titolare dell’attività commerciale, M.S., ha ricevuto dal Comune la sanzione di 5mila euro per somministrazione di alimenti e bevande senza autorizzazione e una sanzione tra 258 e 1549 euro per attività di intrattenimento e svago. Il 12 marzo scorso gli uffici comunali del Suap hanno notificato ai gestori l’ordinanza di cessazione immediata delle attività svolte senza licenza.

MA IL LOCALE HA CONTINUATO A FARE AFFARI
Le successive verifiche, eseguite dalla sezione Volanti della Questura di Vicenza, hanno però accertato che M.S. aveva ignorato il provvedimento comunale, proseguendo nelle sue attività illegittime, fatto che gli ha provocato anche una segnalazione alla Procura. Immediatamente prima che il Comune emettesse l’ordinanza di apposizione dei sigilli ai locali, il presidente dell’associazione-circolo privato “Luxor – Arcobaleno 2” ha comunicato lo scioglimento dell’associazione e l’inesistenza di denaro nella cassa della stessa.

IL TRUCCO: CAMBIARE NOME AL LOCALE
Lo scorso 3 giugno, infine, uno dei collaboratori di M.S. (R.C., residente a Vicenza, di 57 anni), ha presentato agli uffici del Comune una segnalazione certificata di inizio attività, dalla quale è risultato il cambio di nome in “Blue light”, ma il mantenimento delle caratteristiche della precedente gestione, compresa la presenze dei privé a disposizione dei clienti. Esaminata la documentazione allegata, il Comune ha contestato la carenza dei requisiti di legge, ordinando nuovamente la cessazione immediata dell’attività di somministrazione.