Le carceri campane non sono sicure per i detenuti che hanno denunciato gli autori dei pestaggi nel penitenziario di Santa Maria Capua Vetere. La metà dei poliziotti-picchiatori non è stata identificata ed è tutt’ora in servizio a Caserta, Poggiorale, Secondigliano e chissà dove altro. È questa la ragione dei trasferimenti delle ultime settimane a istituti lontani centinaia di chilometri. Lo riporta Il Mattino.

Le ragioni del trasferimento

Il procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, Maria Antonietta Troncone, ha ricevuto proprio ieri i garanti dei detenuti della Campania, Samuele Ciambriello, e provinciali di Caserta, Emanuela Belcuore, e di Napoli Pietro Ioia. I garanti avevano chiesto un incontro sui trasferimenti fuori regione di alcuni detenuti del carcere di Santa Maria Capua Vetere. I garanti hanno chiesto chiarimenti in merito a tali trasferimenti operati dal Dap su segnalazione della Procura. Secondo quanto riferiscono Ciambriello, Belcuore e Ioia, il procuratore ha spiegato che il trasferimento è stato chiesto per coloro che hanno reso dichiarazioni in merito alle violenze subite il 6 aprile 2020 all’interno del carcere “sia per tutelarli, sia per rendere più serena la loro permanenza in carcere, poiché sono coinvolti agenti di polizia penitenziaria operanti in diversi istituti penitenziari oltre a quelli di Santa Maria, così avanza l’ipotesi del trasferimento fuori dalla Campania”.

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