I preziosi rubati sarebbero stati venduti in una gioielleria situata al Borgo Orefici. A rifornirla sarebbe stato il gruppo guidato da Ciro Fabiano, specializzato nei furti in abitazione. La batteria avrebbe utilizzato chiavi universali, come la cosiddetta Topolino, anche per forzare una cassaforte.
Ad aiutare il capo 67enne ci sarebbero stati Enrico Parisi, Maurizio Cangiano e Angelo Michelini: le mattine solitamente si sarebbero incontrati a piazza Cavour per poi partire alla volta dei luoghi da razziare e infine rientrare per l’ora di pranzo così da poter ricettare rapidamente i gioielli a Napoli.
Dai gioielli alla PlayStation 5
Tutti avrebbero smerciato gli oggetti preziosi al titolare della gioielleria. Dunque l’associazione sarebbe stata in grado di eseguire decine di furti scambiandosi i ruoli. Prima c’era il sopralluogo per scegliere la vittima studiandone le abitudini: in poche ore i preziosi finivano nell’attività situata nei pressi del porto partenopeo.
La Procura di Napoli Nord ha contestato al gruppo capeggiato da Fabriano anche un furto in un’abitazione ad Atripalda. Nel febbraio 2024 il gruppo avrebbe rubato monili d’oro, borse e cinture da donna, orecchini, 15 orologi e una PlayStation 5. Quest’organizzazione avrebbe colpito anche a Acerra, Benevento e Frosinone. Prima di un furto a Pomigliano, avvenuto lo stesso mese, Parisi avrebbe contattato Fabiano: «Allora qui ci sono i vostri ragazzi maestro Ciro… Stanno i ragazzi vostri» e il 67enne risponde: «I ragazzi?… Siete figli miei».
Il 13 gennaio i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli hanno eseguito un’ordinanza applicativa della misura cautelare della custodia in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli Nord, su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli Nord, nei confronti di 38 soggetti.


