Mentre prosegue il confronto con gli autotrasportatori, la prefettura di Napoli ha predisposto un piano “per assicurare la continuità delle forniture di beni di prima necessità, a partire dai farmaci destinati sia alle farmacie e agli altri punti di distribuzione sul territorio sia ai presidi ospedalieri. Particolare attenzione è riservata anche al trasporto dei carburanti e alla filiera dei prodotti deperibili, al fine di prevenire possibili ripercussioni sulle attività produttive e sui servizi essenziali”.
Protesta dei tir, il piano della Prefettura di Napoli per garantire farmaci e beni essenziali
Lo si apprende dopo che il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha tenuto a Palazzo di Governo due incontri per fare il punto sull’evoluzione della situazione e individuare le misure necessarie a fronteggiare le possibili criticità.
“Pur nella consapevolezza delle preoccupazioni rappresentate dagli autotrasportatori, è stata ribadita la necessità di garantire l’approvvigionamento dei beni essenziali e di scongiurare il rischio di una paralisi della circolazione lungo le principali direttrici viarie del Napoletano. La situazione è costantemente monitorata anche sotto il profilo dell’ordine pubblico, con particolare attenzione ai luoghi in cui sono in corso i presidi dei manifestanti”, si legge in una nota.
È stato inoltre attivato un servizio di reperibilità operativo 24 ore su 24 per raccogliere le segnalazioni e le richieste delle aziende interessate, “consentendo una tempestiva valutazione delle criticità e un efficace raccordo operativo per assicurare la continuità delle forniture essenziali, anche in presenza di eventuali interruzioni della circolazione”.
“Analoghe iniziative risultano essere state avviate anche dalle altre prefetture della Campania, nell’ambito di un’azione coordinata volta a contenere i disagi e a tutelare la regolarità degli approvvigionamenti sull’intero territorio regionale”, si sottolinea.
Chiudono intanto i primi caseifici: “Allevamenti e trasformatori in ginocchio”
La protesta degli autotrasportatori si ripercuote gravemente anche sulla filiera bufalina, “già alle prese con un esponenziale aumento dei costi di produzione, che stanno mettendo in ginocchio allevamenti e trasformatori”.
A lanciare l’allarme per uno scenario che “peggiora di giorno in giorno” è il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop: “Da ieri molti caseifici sono chiusi”. Non solo la Bufala Dop scarseggia ormai anche nei supermercati, ma la vera difficoltà è il blocco della produzione.
Una situazione che rischia di infliggere un colpo gravissimo al comparto. “La mozzarella di bufala campana Dop è un prodotto fresco, per cui risente maggiormente delle difficoltà. Ad oggi gli allevatori producono latte, ma non riescono a farlo arrivare ai caseifici a causa del blocco dei trasporti, così da ieri molti caseifici sono chiusi perché non hanno a disposizione il latte da trasformare in mozzarella Dop entro 60 ore, come previsto dal disciplinare”, spiega il direttore del Consorzio, Pier Maria Saccani. Alla chiusura dei caseifici si aggiungono le difficoltà degli allevatori, “che ovviamente continuano a mungere le bufale, ma non sanno dove poter conservare il latte e non stanno ricevendo gli approvvigionamenti per le mandrie”, sottolinea Saccani.
“È urgente un intervento risolutivo del Governo, per evitare il panico che già si vede in queste ore”, commenta il direttore Saccani, che lancia infine un appello “al senso di responsabilità di chi sta manifestando, a cui chiediamo un’attenzione per i prodotti deperibili, lasciandoli passare per non innescare una guerra dei poveri”.

