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giovedì, Gennaio 20, 2022
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Assalto in banca, l’audio dei rapinatori: “Faranno un film su di noi”


“Secondo te comm’è accirere a qualcuno?” chiede uno della banda.  “No, frà, tu a sti cose nun c’e pensà proprio” gli risponde il complice. Sono solo alcune frasi intercettate dagli uomini dei Carabinieri di Parma nell’ambito dell’operazione che ha portato all’arresto della banda di 10 malviventi, originari di Giugliano, Mugnano e Villaricca, ma operanti in Emilia Romagna.
Molte le frasi intercettate dai Carabinieri nella lunga indagine che ha portato questa mattina alla cattura della banda. In un altro stralcio delle tante conversazioni, un componente della banda afferma sicuro “Pienz che quann’ ce facimm’ viecchij faranno anche un film su di noi”.

Una banda che pensava in grande e che con i proventi delle rapine voleva ampliare il proprio giro di affari. Lo si intuisce da alcune frasi ascoltate e trascritte dagli uomini dei carabinieri di Parma. “Dobbiamo fare anche noi così. Ci dobbiamo mettere nella cocaina” propone un componente del sodalizio; una proposta che non dispiace ad uno dei soci che rilancia: “Hai capito che succede poi? Quadruplichiamo subito il guadagno e 500 mila euro diventano subito due milioni”. “Si, lo voglio fare” replica il compagno. “Con 70 mila euro prendiamo due chili ciascuno e diventano subito tre o quattro chili” ribatte. “Ma poi abbiamo chi li compra? Come funziona?” risponde l’altro affascinato.

Non solo droga, ma anche l’acquisto di armi. I dieci rapinatori sono stati intercettati mentre commentavano l’acquisto di una pistola. “Hai capito come funziona? Sessanta colpi, 2 caricatori, per 1300 euro. Un vero affare, quella costa 2000 euro” dice un componente della banda. Armi che venivano usate e provate: “Quella volta per me fu come il tiro a segno”, rivela un rapinatore ad un socio, che replica: “Dovevi andare prima al poligono”, ricordando evidentemente un conflitto a fuoco. “M’ann sparat’ ‘e facc’. Nun sentett’ nient’. Sentev sul ‘tin tin’ vicino ‘e recchie”.

Un gruppo esaltato dai colpi messi a segno e dai conflitti a fuoco da cui erano usciti illesi. Nello stesso dialogo della sparatoria uno della banda esalta le doti di un suo compagno: “Chist’ è Giuvann, l’immortale. Questo è l’immortale di Gomorra”.

 

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