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mercoledì, Febbraio 8, 2023

Reddito di Cittadinanza, i 3 requisiti per non perderlo: approvata la legge

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Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato la legge di Bilancio, precedente bollinata dalla Ragioneria dello Stato. Gli articoli in totale salgono a 174 contro i 156 dell’ultima bozza, ma quello più attenzionato è il numero 59 che modifica il Reddito di Cittadinanza.

A CHI SARA’ RICONOSCIUTO IL REDDITO DI CITTADINANZA

Dal primo gennaio 2023 al 31 dicembre 2023 il Reddito di Cittadinanza è riconosciuto nel limite massimo di 8 mensilità tranne per le famiglie formate da persone con disabilità, minorenni o persone con almeno sessant’anni di età.

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Comunque dal 1 gennaio 2023 i percettori sono tenuti agli obblighi devono essere inseriti, per un periodo di 6 mesi, in un corso di formazione e di riqualificazione professionale. In caso di mancata frequenza al programma assegnato il nucleo del beneficiario del reddito di cittadinanza decade dal diritto alla prestazione. Le regioni sono tenute a trasmettere all’Anpal gli elenchi dei soggetti che non rispettano l’obbligo di frequenza.

REDDITO E CONTRATTI STAGIONALI 

Nel caso di stipula di contratti di lavoro stagionale o intermittente il maggior reddito da lavoro percepito non concorre alla determinazione del beneficio economico, entro il limite massimo di 3mila euro lordi. Sono comunicati all’Inps nelle modalità di cui al presente comma esclusivamente i redditi eccedenti tale limite massimo con riferimento alla parte eccedente.

I VANTAGGI PER I DATORI DI LAVORO

Inoltre ai datori di lavoro privati che, dal 1º gennaio 2023 al 31 dicembre 2023, assumono lavoratori con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato è riconosciuto, per un periodo massimo di 12 mesi, l’esonero dal versamento del 100 per cento dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro nel limite massimo di importo pari a 6mila euro.

LO SCONTRO POLITICO

Giorgia Meloni è tornata ad attaccare il Reddito di Cittadinanza, infatti, ha criticato la misura introdotta dal governo guidato da Giuseppe Conte. La presidente del Consiglio è stata intervistata dal Corriere della Sera: “Non è stato utile a contrastare strutturalmente la povertà e non ha funzionato come strumento di inserimento nel mercato del lavoro. Al M5s vorrei chiedere se quando lo hanno istituito lo immaginavano come una sorta di vitalizio. Se la risposta è sì, io non sono d’accordo. Se la risposta è no, visto che ci sono persone che lo prendono da anni e non hanno mai trovato lavoro, dimostra che non ha funzionato“.

REDDITO DI CITTADINAZA, CONTE IN ARRIVO A SCAMPIA

Il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte sarà a Scampia, in via Hugo Pratt, Parco Corto Maltese, venerdì 2 dicembre alle ore 17.
Da Scampia parte il tour in difesa del Reddito di cittadinanza che toccherà tutta Italia. Racconteremo le storie di chi, grazie alla misura del Movimento 5 Stelle, ha potuto garantire alla propria famiglia dignità e sostegno. Difenderemo il Reddito di cittadinanza in Parlamento non soltanto per il Mezzogiorno ma per tutto il Paese perché gli italiani non possono essere costretti a scegliere tra mangiare e pagare le bollette. Questo governo vuole eliminare l’unica misura che continua a salvare dalla fame centinaia di migliaia di famiglie e lavoratori che percepiscono stipendi miseri”. Dichiara il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle Salvatore Micillo.
Nella nostra regione, che ha uno dei più alti tassi di disoccupazione in Europa, la fase 2 del Reddito di cittadinanza è stata sabotata da un governatore che aveva come unico obiettivo il fallimento della riforma”. Dichiarano i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Michele Cammarano, Vincenzo Ciampi e Gennaro Saiello.Su questo punto Vincenzo De Luca e Giorgia Meloni giocano la stessa partita sulla pelle dei cittadini. Si preferisce ignorare le difficoltà di chi ha meno per colpire una forza politica. Se vogliamo preservare la tenuta sociale del Paese abbiamo bisogno di tutelare milioni di italiani relegati ai margini della società. Nella difesa dei più deboli – concludono i consiglieri – non saremo moderati”.
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