“La mia opinione è chiara: le nuove misure ci possono aiutare soprattutto nelle settimane delle vacanze di Natale ad evitare una terza ondata”, a scongiurare “una nuova recrudescenza”. A pensarla così è il ministro della Salute Roberto Speranza che, di fronte al bollettino giornaliero dei nuovi contagi e decessi da coronavirus in Italia, commenta: “Sono numeri ancora molto significativi. E’ vero che nelle ultime settimane c’è stata una lieve flessione, dovuta alle misure adottate. Però la battaglia non è assolutamente vinta e ci vuole ancora tantissima cautela. Ci vuol poco a tornare indietro e a vanificare gli sforzi fatti nelle ultime settimane”.

“Abbiamo già predisposto un piano dedicato alle festività natalizie, anche alla luce dei suggerimenti del Comitato Tecnico Scientifico. Ora si rende necessaria qualche ulteriore misura restrittiva. Ci stiamo riflettendo in queste ore. Dobbiamo scongiurare a ogni costo una terza ondata, perché sarebbe devastante anche sul piano della perdita di vite umane”, ha detto il premier Giuseppe Conte in un’intervista alla Stampa. “La situazione è delicata – ha aggiunto – Il sistema delle zone e la suddivisione delle regioni in base ai colori sta dando risultati. Abbiamo evitato un lockdown generalizzato, misura estrema alla quale ora è costretta la Germania e anche altri Paesi come la Gran Bretagna e l’Olanda. Per fortuna, con queste misure ben calibrate e circoscritte, noi stiamo reggendo bene l’urto di questa seconda ondata. Ovviamente mi addolora il numero dei decessi, che rimane elevato”.

L’arrivo di misure più rigide sembradunque essere una certezza, anche se – a differenza della Germania, da domani in lockdown nazionale – la curva epidemiologica sta scendendo. Ed è proprio questa, in estrema sintesi, la questione emersa durante la riunione del Comitato tecnico scientifico con il premier Giuseppe Conte, i capi delegazione delle forze di maggioranza e la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese.

Gli esperti del comitato tecnico scientifico, nel corso della riunione, avrebbero espresso forte preoccupazione su un possibile allentamento delle misure che potrebbe pregiudicare una nuova evoluzione negativa della curva. I risultati di comportamenti sbagliati, ha sottolineato il Cts, arriverebbero proprio a gennaio e in particolare a partire dal 7 gennaio quando invece il paese dovrebbe ripartire e milioni di persone si rimetteranno in moto tra la scuola e il lavoro.

L’ipotesi è dunque quella di decretare l’Italia in zona rossa nei festivi e prefestivi, dunque 24-25-26 dicembre, 31 dicembre e primo gennaio, 5 e 6 gennaio. Ad essere convinti della necessità di un nuovo lockdown, con negozi e ristoranti chiusi e impossibilità di spostarsi, i ministri Dario Franceschini, Francesco Boccia e Roberto Speranza.

Ma non tutti nel governo sono della stessa opinione, complice l’esposizione del Cts, che chiede sì misure più rigide -“è inevitabile e ne siamo tutti convinti”, spiega uno dei ministri al tavolo- ma non necessariamente una ‘zona rossa’ per l’Italia intera. Altro nodo da sciogliere è quello dei ristori, inevitabili se si procederà con la chiusura delle attività, ma con non pochi problemi dal punto di vista economico. Il governo tornerà ad aggiornarsi nelle prossime ore per decidere.

“Noi stiamo ragionando sulle due settimane delle vacanze di Natale: quello – ha spiegato ancora Speranza- è il periodo più complicato, in cui il tasso di spostamenti e relazioni si alza di molto, e dovremo stare più attenti”. “Ascolteremo con attenzione i nostri scienziati e l’auspicio è che in poco tempo si possano assumere ulteriori misure in grado di scongiurare una terza ondata”, ha aggiunto.

“Dobbiamo assolutamente evitare gli assembramenti. E’ legittimo che le persone possano fare acquisti, ma dobbiamo evitare gli assembramenti, non andare tutti nello stesso posto. Quando si vede che ci sono luoghi con tante persone – raccomanda il ministro della Salute commentando le immagini dello scorso weekend – si devono evitare, se non vogliamo poi essere costretti a restrizioni molto dure”.

Conte: ‘Non dobbiamo abbassare la guardia’. 

“Siamo giunti al termine di quest’anno attraversando una crisi pandemica che ha sconvolto la nostra economia e società e ancora non dobbiamo abbassare la soglia di attenzione ma proprio quest’anno si è mostrato con chiarezza il ruolo della filiera a agricola e agroalimentare. Voi siete un asse portante di questa filiera”.Lo ha detto il premier Giuseppe Conte all’assemblea di Coldiretti.”Siete i veri eroi del cibo su cui il Paese può contare. I generi alimentari non sono mai mancati, anche nei mesi più difficili. Il settore ha mostrato la sua strategicità nel tutelare la sovranità alimentare del nostro Paese”.

Blangiardo (Istat),nel 2020 oltre 700.000 morti come nel ’44 – “Non è ancora finito il 2020, ma una valutazione ragionevole fa pensare che quest’anno supereremo il confine dei 700mila decessi complessivi, che è un valore preoccupante perché una cosa del genere l’ultima volta, in Italia, era successa nel 1944. Eravamo nel pieno della seconda guerra mondiale”. A illustrare i numeri dai quali si deduce anche il peso della pandemia Covid, è stato, durante la trasmissione Agorà su Rai Tre, il presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo. “Nel 2019 – precisa – il dato era stato di 647.000 morti”.

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