Rinnovo contratto, De Laurentiis tira Sarri per la giacca: “Non rischi troppo…”

Stavolta il trofeo non è arrivato, ma per Maurizio Sarri, terzo nella corsa alla Panchina d’oro dopo averla vinta l’anno scorso, i prossimi due mesi saranno come una traboccante buca della posta. Dentro ci saranno solo responsabilità. Da declinare come sogni o ricadute sulla terra. Punto primo: capire se questo è l’anno buono per lo scudetto che, ricacciando un po’ più in là il giusto ma ridondante concetto retorico del “pensiamo partita per partita”, si giocherà nello scontro diretto all’Allianz Stadium. Da lì si snoderà, in un senso o nell’altro, il futuro del Napoli. Con a margine, o in testa, quello dell’allenatore di Figline Val D’Arno.

De Laurentiis preme per rinnovargli il contratto e cancellare quella penale che vale come una clausola rescissoria da 8 milioni di euro. La corte è serrata. Sarri per ora non si sbilancia. In testa ha solo il campo, le prestazioni. Meglio ancora i risultati. Poi se ne riparlerà, nel giro di un paio di settimane, tornando anche agli stretti numeri dell’accordo.

L’offerta è 2,5 all’anno contro gli attuali 1,7 mentre la richiesta, in verità mai formalizzata, si aggira sui 4. C’è distanza ma non dovrebbe essere questo il punto nodale avendo già offerto Adl gli stessi soldi qualche anno fa a Rafa Benitez. La precauzione, però, non è mai troppa. Su Sarri resistono e si intensificano le attenzioni di club inglesi, Tottenham più che Chelsea, e non solo. Lo Zenit di Mancini ci fa più di un pensierino, ma per ora è tutto congelato. Perché Sarri ha testa solo per il pallone e i suoi ragazzi.

Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha parlato a RMC Sport a margine dell’assemblea dell’Eca a Roma: “L’incontro con Sarri?Questi sono fatti nostri, privati, in cui i media non devono entrare. Noi convergiamo su tutto, ma spesso questo non significa trovare i giusti modi. O si è giovani o non si è giovani. Se lo si è si rischia su tutto. C’è da capire quanto i nostri compagni di viaggio amino rischiare. Sarri è uno che ha rischiato in tutta la sua vita, con onestà intellettuale e professionale è riuscito a diventare ciò che è oggi. Molti giocano fino a 36-37 anni e poi diventano allenatori. Lui non ha potuto giocare ma ha studiato tanto, alla fine è diventato quasi geniale in quello che fa. Si è avvicinato alla A da poco e il Napoli lo ha stimolato a mettersi in gioco ancora di più. Mi auguro che tutto ciò lo si possa fare ancora insieme.

Con Sarri c’è un contratto ancora lungo e una clausola rescissoria. Se qualcuno volesse affrontare questo problema della clausola sarebbe legalmente ineccepibile e noi dovremmo farci da parte. In 14 anni ho dimostrato di far fare grandi passi ad un club che praticamente non esisteva più. Tutti devono aver fiducia in questo Napoli e in me, perché sono io che creo le condizioni giuste per andare avanti in un contesto che non ho creato io e che secondo me è pieno di problemi. Fifa, Uefa, Eca, chi più ne ha più ne metta. Noi nuotiamo in un oceano pieno di squali e fino ad oggi non siamo stati divorati. 

Come far svoltare il calcio europeo? Intanto riducendo il numero delle squadre nei vari paesi, altrimenti non possiamo avere tutte queste competizioni.

Ancora siamo nella politica dei piccoli passi. Come Eca, contrapponendoci alla forza della FIfa e della Uefa, cerchiamo di difendere gli interessi di 400 club europei. Credo che in questi 10 anni siano stati fatti passi in avanti, nei prossimi 10 ne faremo tanti altri. Se vogliamo mantenere i nostri giovani legati a questo sport straordinario dobbiamo cambiare tutte le regole, altrimenti si annoieranno e finiranno sui videogames… 

Infantino voleva proporre una ulteriore competizione per i top club e abbiamo detto di no. Non si può sempre aggiungere senza sottrarre. Io da sempre voglio fare un campionato europeo, ma questo non significa estrarre dall’urna a caso affidandosi alla fortuna. Dobbiamo fare in modo che in parallelo ai campionati nazionali ci sia un campionato europeo che si gioca tutte le settimane, andata e ritorno, fra le 20 squadre più meritevoli, ovvero le prime 3-4 dei vari tornei. Ci dobbiamo sedere e stabilire quali sono i nuovi percorsi per accedere a questo eventuale campionato. Pensate a come sarebbe bello avere il martedì-mercoledì-giovedì un campionato europeo e il fine settimana il campionato nazionale”.