Sacchetti per la spesa “falsi-bio”, maxi sequestro a Napoli e multa da 5000 euro

Il Reparto Tutela Ambientale della Polizia Municipale ha aperto un nuovo filone nel contrasto alle buste della spesa fuorilegge. Dopo i sacchetti “finti bio” ha scoperto le borse riutilizzabili per il trasporto merci non alimentari contraffatte. In un grossista di articoli cinesi in zona Poggioreale, gli agenti avevano precedentemente repertato delle buste che a vista apparivano di dubbia fattura, malgrado riportassero un timbro attestante le caratteristiche di conformità. Gli agenti hanno compiuto accertamenti preliminari per verificare lo spessore del prodotto utilizzando un micrometro elettronico ed analizzato lo stesso mediante perizia asseverata del laboratorio dell’ARPA Umbria; tali buste risultavano non conformi all’art. 226 bis del Dlgs 152/2006 – Testo Unico dell’Ambiente meglio conosciuto come Codice dell’Ambiente -. Gli agenti hanno quindi sequestrato tutte le borse riproducenti la falsa attestazione e che erano state oggetto di verifica; pertanto il titolare dell’attività veniva deferito all’Autorità Giudiziaria per frode in commercio ai sensi dell’art 515 c.p.

Nelle medesime circostanze gli agenti trovavano anche buste non biodegradabili e non compostabili che venivano parimenti sequestrate ai sensi dell’art. 226 bis del Dlgs 152/2006 camminando al trasgressore una multa di € 5000,00; inoltre altre buste di dubbia fattura sono al vaglio degli inquirenti per valutarne la corrispondenza ai termini di legge.

Allo stato oltre 5 milioni, le shoppers in sequestro nel 2018 ed anche il 2019 non promette bene.