Sant’Antimo ostaggio della criminalità, oltre 10 attentati in un anno

Un frastuono che sa di terrore, con lo sfondo di una mai sopita guerra tra clan camorristici, tra i più attivi i Ranucci, i Puca e i Verde, per il controllo del territorio. Sant’Antimo sembra una polveriera. Le bombe esplose con particolare frequenza nel 2017 e nel 2018, hanno danneggiato non solo esercizi commerciali ma anche i condomini dove risiedono esponenti della vita pubblica locale. Non solo: diversi gli episodi in cui si sono verificati raid armati agli indirizzi anche di dipendenti comunali.

Cerchiamo di stilare un elenco quanto più possibile dettagliato andando a ritroso.

L’esplosione di questa notte di via Scarlatti è solo l’ultimo di una lunga serie. Lo scorso 20 novembre, in via Dante Alighieri, furono addirittura due gli ordigni piazzati. Uno danneggiò la saracinesca di un esercizio commerciale della zona, mentre l’altro venne fatto brillare dagli artificieri. Il 25 ottobre a prendere fuoco su il bar Imperial di via Giuseppe Di Vittorio e corso Unione Sovietica, già danneggiato nel 2017 in un raid simile, mentre pochi giorni prima diversi colpi di pistola si conficcarono nella carrozzeria di una Panda sulla quale viaggiavano due persone. A metà luglio del 2018 una busta con proiettili furono recapitati al dirigente del settore Urbanistica del Comune Claudio Valentino. Altra notte di terrore quella del 13 febbraio di quest’anno, quando i varchi d’ingresso del supermercato Decò andarono completamente in frantumi dopo che il piazzamento di una bomba. Facendo un balzo all’indietro, nel novembre del 2017 venne distrutta la palestra Step Up di via Plutone. Ad ottobre 2017 un episodio inquietante: colpi di pistola agli indirizzi dell’auto di un dipendente comunale, allora dirigente del Settore Urbanistica, Santo Maisto.   Nella primavera dell’anno scorso, tra i più significativi vi fu, il 7 maggio, i colpi di pistola, 3 in tutto, esplosi verso uno studio fotografico di via Nicola Romeo. Il 1 maggio un ordigno danneggiò una macelleria in via Trieste e Trento mentre il 12 aprile in via Giuseppe Garibaldi venne danneggiato il negozio di detersivi e prodotti casalinghi “L’Angolo di Luisa’’ gestito dalla moglie del latitante Filippo Ronga, ritenuto vicino al clan Ranucci.