Scontri per il lockdown a Napoli, 9 persone indagate dall’Antimafia

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Alcune immagini degli scontri dopo l'annuncio del lockdown

Scontro per il lockdown a Napoli, 9 persone indagate dall’Antimafia. Al momento sono nove le persone indagate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli per gli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine. Fatti violenti avvenuti lo scorso 23 ottobre davanti alla sede della Regione Campania. Le violenza si scatenarono in coincidenza con l’entrata in vigore del “coprifuoco” disposto dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca per contrastare la pandemia.

La Polizia di Stato ha eseguito un decreto di perquisizione emesso dallo speciale pool appositamente costituito dal procuratore di Napoli Giovanni Melillo, composto dai sostituti procuratori Celeste Carrano, Luciano D’Angelo, Danilo De Simone, e Antonello Ardituro. La polizia giudiziaria ha acquisito, tra l’altro, cellulari, indumenti e supporti per la memorizzazione di dati. I reati contestati devastazione e saccheggio, aggravati dalla matrice camorristica e dalla finalità terroristica eversiva. Alle operazione hanno partecipato anche i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli e i Carabinieri del Ros.

SCONTRI PER IL LOCKDOWN, LE PAROLE DI CONTE

Durante la conferenza stampa del 25 ottobre in cui annunciò il nuovo Dpcm, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte intervenne anche sugli scontri a Napoli contro il coprifuoco: “Comprendo la rabbia, ma ci sono gruppi antagonisti e professionisti che cercano di alimentare gli scontri. Bisogna stare attenti alle infiltrazioni. Già pronti indennizzi per categorie che saranno coinvolte da nuovo DPCM”.

Conte: “Attenti alle infiltrazioni”

Il premier si disse anche dispiaciuto per l’impatto delle norme anti-Covid sui cittadini ma avvertì: “Auspico di stare attenti i sono dei gruppi che cercano di alimentare gli scontri. Antagonisti e professionisti di questo, è successo a Napoli. Dicono che ci son stati anche dei cittadini che veramente sono andati per strada a manifestare, ma bisogna stare attenti alle infiltrazioni”.
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