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Spari tra la folla a Giugliano, condannato a 8 anni di carcere in primo grado

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Otto anni di reclusione per tentato omicidio, porto illegale di arma da fuoco e ricettazione. È la condanna inflitta dal Giudice dell’Udienza Preliminare del Tribunale di Napoli Nord, dott.ssa Mariangela Guida, nei confronti di Salvatore D’Agostino, 62 anni, residente a Giugliano e incensurato, al termine del processo celebrato con rito abbreviato. L’uomo, difeso dall’avvocato Matteo Casertano del foro di Napoli Nord, era accusato di aver tentato di uccidere Domenico Quaranta, 50 anni, anch’egli incensurato, costituitosi parte civile con gli avvocati Gaetano e Raffaele Crisileo di Santa Maria Capua Vetere. Per lui erano stati chiesti dall’accusa, il Pm Colella, ben 14 anni di reclusione ma la condanna è stata di 8 anni. Inoltre l’uomo ha ottenuto gli arresti domiciliari. Il Gup ha infatti, escluso aggravate dei futili motivi (aver sparato per una banale lite ), riconosciute anche le attenuanti generiche al D’Agostino

I fatti risalgono alla sera del 13 giugno dello scorso anno, quando in via Oasi Sacro Cuore, a Giugliano, all’esterno di un bar abitualmente frequentato da entrambi, scoppiò l’ennesimo diverbio tra i due uomini. Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, Quaranta era solito prendere in giro D’Agostino con frasi di scherno, circostanza che avrebbe alimentato tensioni già manifestatesi nei giorni precedenti.Quella sera, dopo un primo alterco, D’Agostino si sarebbe allontanato dal locale per poi tornare poco dopo armato di pistola. Sedutosi al tavolo dove si trovava Quaranta, avrebbe estratto l’arma facendo fuoco quattro volte in rapida successione. I proiettili colpirono la vittima al torace, alla gamba destra e al piede sinistro.Nonostante le gravi ferite riportate, Domenico Quaranta riuscì a sopravvivere dopo il trasporto d’urgenza all’ospedale San Giuliano, dove venne ricoverato in prognosi riservata ma mai in pericolo di vita.

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Determinanti per le indagini furono il riconoscimento dell’aggressore da parte della vittima, le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, le testimonianze raccolte dai carabinieri della Compagnia di Giugliano e gli accertamenti medico-legali. Gli investigatori ricostruirono rapidamente la dinamica dell’agguato, individuando nel 62enne il presunto autore del raid armato.Dopo il ferimento, D’Agostino si rese irreperibile tentando di nascondersi nell’abitazione di un’anziana zia. Fu rintracciato e arrestato all’alba del giorno successivo al termine di una complessa operazione dei carabinieri.

La sentenza di primo grado rappresenta ora un primo punto fermo in una vicenda che aveva profondamente scosso la comunità di Giugliano per la violenza dell’agguato avvenuto in una zona molto frequentata della città.

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Antonio Mangione
Antonio Mangionehttp://www.internapoli.it
Giornalista pubblicita iscritto dalll'ottobre 2010 all'albo dei Pubblicisti, ho iniziato questo lavoro nel 2008 scrivendo con testate locali come AbbiAbbè e InterNapoli.it. Poi sono stato corrispondente e redattore per 4 anni per il quotidiano Cronache di Napoli dove mi sono occupato di cronaca, attualità e politica fino al 2014. Poi ho collaborato con testate sportive come PerSempreNapoli.it e diverse testate televisive. Dal 2014 sono caporedattore della testata giornalistica InterNapoli.it e collaboro con il quotidiano Il Roma
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