Spostamenti tra regioni, Lombardia e Piemonte chiuse due settimane in più

Un ritorno alla normalità scaglionato. Questa l’ipotesi al vaglio del governo in vista del 3 giugno. Palazzo Chigi, infatti, si trova a dover mediare tra le regioni del Centro-Sud, intenzionate a bloccare l’accesso alle regioni più colpite dal Coronavirus, e ai numeri di contagi in forte calo. “Questi – spiegano dal ministero della Salute secondo quanto riportato dal Corriere della Sera – continuano a scendere. Se i dati del monitoraggio di venerdì saranno buoni come ci aspettiamo troveremo una soluzione che vada bene a tutti”. Nel caso però si verifichino criticità, non si escludono aperture differenti. Così Lombardia e Piemonte, forse anche l’Emilia-Romagna, avranno confini ulteriormente chiusi per una settimana, due al massimo, in modo da poter poi concedere spostamenti liberi nel corso dell’estate.

Rischiano Lombardia e Piemonte

Il tutto dunque dipenderà dai dati di venerdì, quando Roberto Speranza assegnerà a ogni regione il livello di rischio rispetto all’epidemia. Il ministro calcolerà il numero dei tamponi effettuati, quello dei malati, dei guariti, dei deceduti, ma soprattutto la tenuta delle strutture sanitarie. Si tratta di una serie di indicatori elaborati con due algoritmi. Sul cui esito il governo dovrà decidere se attuare il decreto in vigore che consente spostamenti liberi in tutta Italia dal 3 giugno, oppure porre alcune limitazioni.

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