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martedì, Agosto 9, 2022
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Stagionali turismo carenti, il Governo: “Il 50% del Reddito di cittadinanza a chi va a lavorare”


Le associazioni di categoria hanno lanciato l’allarme: dopo due anni di pandemia, il turismo italiano rischia di non ripartire neppure quest’anno a causa della mancanza di lavoratori stagionali. Mancherebbero all’appella centinaia di migliaia di persone disponibili a ricoprire altrettante posizioni nella stagione che sta per iniziare. Colpa del reddito di cittadinanza, lamentano gli imprenditori del settore. Molti candidati si rifiutano di accettare una proposta di lavoro, altrimenti perderebbero il sussidio. Altri ancora non la ritengono conveniente, dato che con il sussidio percepirebbero tanto quanto o di più. Di fatto, il reddito di cittadinanza è diventato quello che gli economisti definiscono “salario di riserva”. Spesso, però, risulta così alto da disincentivare alla ricerca di un lavoro.

Le strutture ricettive faticano a trovare personale in vista dela stagione turistica. L’allarme arriva dal presidente di Federalberghi Bernabò Bocca. E viene fatto proprio dal ministro del Turismo Massimo Garavaglia, che propone una soluzione: dare il 50% del Reddito di cittadinanza agli stagionali, “purché vadano a lavorare”.

“Mancano 350mila persone nel turismo e abbiamo il 10% di disoccupazione, è chiaro che c’è qualcosa che non va. La cosa poi è ancora peggio perché adesso le cose stanno andando particolarmente bene. I dati ultimi ci danno con tasso di riempimento degli hotel superiore di 10 punti rispetto alla Spagna. Ci sarebbe enorme bisogno subito di forza lavoro nel settore. Allora che fare?”, si domanda Garavaglia. “Nell’immediato ho proposto di aprire un tavolo, ma in prospettiva ci sono delle storture da superare. Il reddito di cittadinanza e la Naspi vanno riviste, perché sono un ostacolo all’incontro tra domanda e offerta di lavoro, ma serve anche un ripensamento sui voucher. Propongo un’uscita graduale, ad esempio, penso che a uno stagionale glielo togliamo al 50% purché vada a lavorare”.

Alla proposta plaude Bocca: “Va nella direzione giusta”, afferma. “Questi anni hanno messo in risalto quanto importante sia per la nostra attività poter contare su collaboratori validi, professionalmente competenti e motivati. Purtroppo, ai tradizionali problemi di reperimento della manodopera si aggiunge oggi un fenomeno di allontanamento del personale dal nostro settore”, ha sottolineato il presidente di Federalberghi a Parma, durante il suo intervento alla 72/a assemblea degli albergatori italiani alla presenza del ministro.

Nonostante i dati continuino a smentirlo, il ministro del Turismo Massimo Garavaglia ne è fermamente convinto: gli imprenditori del turismo non trovano addetti e la colpa non è delle condizioni offerte, bensì del reddito di cittadinanza. Tre giorni fa aveva individuato una possibile soluzione nell‘aumento delle quote di ingresso in Italia di lavoratori stranieri. Sabato, alla convention della Lega, ha rispolverato un tema più congeniale all’elettorato del Carroccio: occorre intervenire sul sussidio introdotto dal governo gialloverde nel 2019 (con il benestare di Salvini che in cambio aveva ottenuto quota 100). La sua trovata? “Propongo di ragionare su un’uscita graduale da questo regime. Ad esempio, a uno stagionale glielo lasciamo al 50% purché vada a lavorare”. Idea brillante ma non proprio nuova: oltre ad essere una delle dieci proposte del comitato Saraceno per la valutazione del reddito, il cosiddetto “cumulo parziale” tra lavoro e sussidio era previsto nella prima legge di Bilancio del governo Draghi e il premier l’aveva anche rivendicato in conferenza stampa. Due settimane dopo si è scoperto che la novità era stata cancellata per problemi di costo, come ammesso dal ministro dell’Economia Daniele Franco.

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