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lunedì, Giugno 27, 2022
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«Stipendi di 3mila euro al mese», il pentito fa i conti in tasca ai ras di Arzano


Tra i pentiti che hanno svelato i retroscena sui rapporti tra la 167 di Arzano e gli Scissionisti degli Amato-Pagano c’è Sabev Tsvetan. Nato in Bulgaria il 3 maggio 1977, residente a Mugnano di Napoli ‘Sasà il bulgaro’ è la gola profonda che sta facendo tremare il clan Amato-Pagano. Sabev è stato coinvolto in diverse inchieste, in particolare quella eseguita dai carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna a carico di sette indagati affiliati al clan camorristico degli Amato-Pagano, accusati, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso e associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Tra i sette arrestati c’era anche lui. Secondo le accuse gli indagati avevano creato un gruppo autonomo in grado di sfruttare i canale del traffico di droga del clan Amato-Pagano, che negli anni nell’area Nord di Napoli è diventato egemone nell’importazione di sostanze stupefacenti. E proprio seguendo la droga e i soldi che ruotano attorno alle piazze di spaccio di Melito che i carabinieri riuscirono a chiudere il cerchio attorno ai responsabili del nuovo gruppo nato dalla ceneri della faida lampo di fine 2016 tra gli Amato e i Pagano che si erano divisi tra loro per cercare autonomia e più spazi per spacciare.

Le rivelazioni sul clan 167 di Arzano e Amato-Pagano

Sabev, storico uomo di fiducia di Raffaele Amato e, pertanto, a conoscenza delle dinamiche ed alleanze del clan degli Scissionisti, nonché “bonificatore” al servizio anche dei clan alleati, ha riferito dei rapporti con gli esponenti del clan della 167 e dei sempre instabili equilibri tra le varie compagini criminali operanti sul territorio. Sabev, in un verbale del settembre 2019, parlò di Renato Napoleone e dei legami con il gruppo Cristiano di Arzano. Napoleone proprio ieri ha evitato il carcere a vita per il duplice omicidio del centro abbronzante (leggi qui l’articolo).

“Napoleone è un affiliato di spicco del clan Amato-Pagano. So che unitamente a Russo Francesco Paolo ha occupato Arzano, commettendo anche delitti di sangue.  Dopo il suo arresto e collocazione in comunità per tossicodipendenti ho avuto contatti con lui. Per come mi chiede e per quanto a mia conoscenza Napoleone non è tossicodipendente, si è procurato idonea documentazione per evitare il carcere ed andare in comunità. Io sono andato nelle comunità presso le quali Napoleone era agli arresti domiciliari per effettuare bonìfiche, in particolare in quella in Calabria, in quella a Roma ed a Napoli. Ho effettuato bonifiche anche nella casa del Napoleone, tra il 2014 ed il 2015; ho fatto anche la bonifica nella villa in uso alla compagna del Napoleone che era a Roma vicino alla comunità. Ho fatto anche la bonifica nell’autovettura del Napoleone.  I Cristiano versavano una mensilità sia a Napoleone che a Russo. Per quanto io sappia il Russo ed il Napoleone percepivano 2-3- mila euro al mese; questa cifra mi è stata riferita dal Napoleone Renato e dal fratello. Renato sì è anche lamentato di questa cifra, ritenuta irrisoria considerando le spese che doveva affrontare in comunità. Il gruppo di Arzano si occupava di estorsioni e droga. Per quanto riguarda le estorsioni la vicenda mi è stata riferita da un affiliato di nome Salvatore, molto giovane, a casa del quale facevo la bonifica; invero io facevo la bonifica anche altre case, ossia di Pasquale, Pierino, Peppe e altre 2/3 case di appoggio, oltre di un tale Vincenzo di Frattamaggiore, parente di Pasquale, che saprei riconoscere. Salvatore mi ha detto che il gruppo si occupava di estorsioni e droga; poco dopo Salvatore è stato arrestato per estorsioni e pasquale mi ha detto che temevano altri arresti perché i commercianti li avevano denunciati».

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