Cinque giorni dopo il tragico incendio del bar Le Constellation a Crans-Montana, in Svizzera, che ha causato 40 morti e 116 feriti, la municipalità ha rilevato «gravi mancanze» nei controlli di sicurezza periodici. Il bar non era più stato sottoposto a controlli dal 2020. Si aggrava dunque la posizione dei proprietari Jessica e Jacques Moretti.
Strage di Crans-Montana, il bar “Le Constellation” senza controlli di sicurezza dal 2020: si aggrava la posizione dei proprietari
«I controlli periodici non sono stati svolti tra il 2020 e il 2025. L’amministrazione comunale ha avuto conoscenza di questo stato dei fatti consultando i documenti consegnati al pubblico ministero. L’amministrazione comunale se ne rammarica amaramente», ha detto il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, nel corso di una conferenza stampa. Féraud ha precisato che comunque la normativa «non menziona il controllo di qualità dei materiali», come la schiuma fonoassorbente infiammabile da cui si sarebbe propagato l’incendio.
La posizione dei proprietari Jessica e Jacques Moretti si aggrava. Commentando un video precedente all’incendio che mostrava fuochi accesi sopra bottiglie di alcol, Féraud ha denunciato «la negligenza dell’esercente nella gestione dell’attività» e «una cultura del rischio inconsiderato». I coniugi, per il momento, sono a piede libero perché, secondo la procuratrice generale del Canton Vallese, Béatrice Pilloud «non vi è alcun sospetto che gli indagati intendano eludere il procedimento penale o la pena prevista tramite la fuga». Inoltre «gli altri criteri, ovvero il rischio di recidiva o collusione, non vengono presi in considerazione».
Le parole del sindaco Nicolas Féraud
Féraud ha affermato che «la giustizia dirà l’influenza che ha avuto un tale mancanza nella catena di causalità che ha portato al dramma» e che il Comune si assumerà «tutta la responsabilità che la giustizia determinerà».
Riguardo alla «gravi mancanze» rilevate nei controlli periodici del bar per cinque anni, il sindaco ha dichiarato di non avere «una risposta per voi oggi. Siamo profondamente dispiaciuti per questo e so quanto sarà difficile per le famiglie». Sulla possibilità che il Comune venga coinvolto nell’inchiesta penale aperta dai procuratori svizzeri contro i gestori del locale, Féraud ha precisato che «spetterà ai giudici stabilire se faremo parte di questo caso o no», aggiungendo che il Comune si considera «anch’esso una vittima in questo caso».
Il Consiglio comunale della stazione sciistica afferma di «rammaricarsene profondamente» e di aver deciso di adottare misure immediate, come il divieto di utilizzo di dispositivi pirotecnici di qualsiasi tipo nei locali chiusi, su tutto il territorio comunale. Ha inoltre deciso di incaricare un ufficio esterno specializzato per «effettuare senza indugio un controllo di tutti i 128 esercizi pubblici del comune, compresa la qualità dei materiali, nonostante la legge non lo preveda», si legge nel testo.

