Strage nella discoteca di Corinaldo, la banda dello spray chiede il rito abbreviato

Le vittime di Corinaldo

La banda dello spray, accusata di essere responsabile della strage alla discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, avvenuta nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018, dove nella calca provocata da spruzzi di sostanza urticante, morirono sei persone (5 minorenni e una mamma), ha chiesto di procedere con il rito abbreviato.

Dopo la richiesta della Procura del giudizio immediato, arrivata un anno dopo i fatti, gli avvocati dei sei indagati hanno avanzato in questi giorni la richiesta di procedere con il rito alternativo che permette di avere uno sconto di pena in caso di condanna.

 

Omicidio preterintenzionale, associazione per delinquere, lesioni personali e singoli episodi di rapine e furti con strappo i reati ipotizzati per Ugo Di Puorto, Andrea Cavallari, Moez Akari, Raffaele Mormone, Souhaib Haddada e Badr Amouiyah, ragazzi tra i 19 e i 20 anni, della Bassa Modenese, arrestato il 2 agosto 2019. La data del processo non è stata ancora fissata. A portare la Procura, con i pm Valentina Bavai e Paolo Gubinelli, a chiedere il giudizio immediato saltando l’udienza preliminare, erano stati “chiari e concordanti elementi di responsabilità”.

 

I sei sono ritenuti responsabili di almeno un centinaio di colpi, tra furti e rapine in locali del centro e nord Italia, messi in atto spruzzando spray al peperoncino e poi approfittando della confusione per sfilare o strappare collane e monili. Lo stesso modus operandi usato nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018 a Corinaldo, dove con il gruppo c’era anche Eros Amoruso, morto pochi mesi dopo in un incidente stradale.