Sono terminate alle ore 15 le votazioni sul referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari. Secondo i primi risultati del Ministero dell’Interno il ‘Si‘ è in vantaggio tra il 68-70%, invece il ‘No‘ si attesterebbe tra il 30-32%. Al momento sono state scrutinate oltre 2 milioni di schede elettorali.

Il quesito stampato sulla scheda è stato: “Approvate il testo della legge costituzionale concernente «Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari», approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n.240 del 12 ottobre 2019?”. 

Per la validità del referendum costituzionale confermativo, a differenza che per il referendum abrogativo, non è previsto dalla legge un quorum di validità. Non si richiede, cioè, che alla votazione partecipi la maggioranza degli aventi diritto al voto e l’esito referendario è comunque valido indipendentemente dalla percentuale di partecipazione degli elettori.

REFERENDUM TAGLIO DEI PARLAMENTARI COSA CAMBIA

Quindi con la vittoria dei ‘Si’ cambierebbe il numero degli eletti della Camera e del Senato. Il numero dei deputati dovrebbe passare, quindi, da 630 a 400, mentre quello dei senatori da 315 a 200. Complessivamente il totale dei parlamentari potrebbe diventare 600 parlamentari a fronte dei 915 dei pre-referedum: quindi 345 in meno.

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