Europa, emergenza Covid: fuori anziani da terapie intensive sovraffollate

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Il protocollo che la Svizzera si appresta ad applicare

Con un’impennata di contagi da Covid-19 in Svizzera (ieri 6.592 nuovi casi), si torna a parlare del protocollo medico per affrontare un eventuale sovraffollamento delle terapie intensive. Le norme prevedono che in caso di scarsità di posti il medico può decidere di non accogliere “persone che hanno un’età superiori agli 85 anni”. Ma anche persone con un’età superiore ai 75 anni che presentino una di queste patologie: ” cirrosi epatica”, insufficienza renale cronica stadio. III, insufficienza cardiaca di classe NYHA superiore a 1 e sopravvivenza stimata a meno di 24 mesi”.

Covid, tarapie intensive in Svizzera: fuori anziani e gravi malati in caso di sovraffollamento

Intitolato ‘Pandemia Covid-19: triage dei trattamenti di medicina intensiva in caso di scarsità di risorse’ il protocollo di otto pagine è stato pubblicato dall’Accademia svizzera delle scienze il 20 marzo scorso ma, come ricorda oggi. La Stampa, di fatto mai applicato.

“A causa della rapidità di diffusione del coronavirus (SARS-CoV-2) si è venuta a creare una situazione straordinaria che determinerà un massiccio afflusso di pazienti negli ospedali per malattie acute –.I si legge nell’introduzione delle linee guida che sottolineano –. Se le risorse a disposizione non sono sufficienti, occorre prendere decisioni di razionamento”.

Quindi, a pagina 5, la parte intitolata ‘Triage iniziale: criteri per il ricovero nei reparti di terapia intensiva’ ovvero l’elenco dei criteri.I in base ai quali il medico dovrà prendere la difficile decisione su chi ricoverare in caso non ci siano abbastanza posti nelle terapie intensive in Svizzera.

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