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lunedì, Maggio 16, 2022
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Titolare minaccia le lavoratrici: “Il nome di chi ha il ciclo sennò vi calo le mutande”


Voglio il nome e cognome di chi oggi ha il ciclo mestruale, ok? Sennò gli calo le mutande io”. È l’audio raccapricciante inviato dalla titolare di un noto supermercato di Pescara e rivolto ai capi reparto e alle lavoratrici dopo che ha ritrovato un assorbente usato, ma richiuso, fuori dal cestino del bagno dell’esercizio commerciale.

Le prime minacce della titolare nei messaggi vocali

Visto il rifiuto delle lavoratrici di comunicare nell’immediato quanto richiesto – denuncia la Filcams Cgil Abruzzo e Molise – la violenza verbale si è tramutata in fisica, in quanto si è passati dalle parole ai fatti“. “Tutto comincia lo scorso 14 aprile. Quando l’assorbente viene distrattamente scordato vicino al wc“, spiega all’Adnkronos Davide Urbano, segretario provinciale Filcams Pescara e che denuncia pubblicamente l’accaduto. “A quel punto la responsabile dell’attività commerciale ha inviato un messaggio vocale, che abbiamo acquisito, con le prime minacce. Senza tuttavia avere alcun riscontro. Così, ha successivamente sottolineato che, se non fosse venuta fuori la colpevole, avrebbe inviato una lettera di contestazione a tutti i capi reparto. E che avrebbe adottato provvedimenti disciplinari, per arrivare addirittura al mancato rinnovo dei contratti in scadenza”.

L’elenco delle lavoratrici “indagate”

La donna voleva l’elenco delle lavoratrici in servizio quel giorno. In particolare di quelle presenti dalle 13.30 alle 13.45. Sotto pressione i capi reparto, sulle chat di whatsapp, hanno chiesto la lista delle lavoratrici che, alla fine, è saltata fuori: erano presenti in 12. “Queste – spiega ancora Urbano all’Adnkronos – sono state invitate a manifestare loro estraneità al fatto, togliendosi pantaloni e mutandine negli spogliatoi. Alla presenza di un capo reparto donna. “Non sappiamo quante lavoratrici hanno acconsentito e si sono prestate. Ma diverse sono venute da noi a denunciare l’accaduto”.

Ennesimo caso di vessazioni e soprusi nei confronti delle lavoratrici

Si tratta – rimarca Urbano – dell’ennesimo caso di vessazioni e soprusi nei confronti di lavoratrici e lavoratori del commercio che abbiamo voluto rendere pubblico. Chiediamo al gruppo Conad, che chiaramente non ha responsabilità alcuna per quanto accaduto, di intervenire. È necessario abbattere il muro di omertà dietro al quale spesso, nel settore del commercio, si nascondono titolari scorretti che restano impuniti pur mobbizzando sistematicamente i lavoratori”. Il sindacato sta valutando l’idea di avviare anche azioni legali, ipotizzando la violenza privata.

 

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