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martedì, Dicembre 7, 2021
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Avere le mestruazioni non è più un lusso: gli assorbenti saranno meno cari grazi al taglio della “tampon Tax”


Il Cdm ha varato il “Documento programmatico di bilancio del 2022“, tra le misure introdotte c’è anche la riduzione della tampon tax: l’Iva su tamponi e assorbenti scende dal 22 al 10%.

Legge di bilancio e Tampon Tax

Dopo anni di proposte bocciate e tentativi falliti, finalmente il Governo italiano riconosce che avere le mestruazioni non è un lusso. Già nel 2016 Giuseppe Civati aveva portato in Aula la proposta di ridurre la cosiddetta tampon tax, abbassando l’Iva (Imposta sul valore aggiunto) dal 22 al 4%. Ma, al tempo, fu accolto con risatine e sguardi d’imbarazzo. Ci sono voluti 5 anni affinché l’argomento fosse affrontato con la giusta serietà. E che fosse riconosciuta l’iniquità di una tassa – al 22% – che equiparava beni di prima necessità (quali gli assorbenti) ai beni definiti “ordinari“, quali vino e sigarette. Tuttavia, c’è da specificare che – nonostante il taglio in programma – in Italia la tassa sugli assorbenti resterà tra le più alte d’Europa: in Portogallo e Belgio è al 6%, in Francia è al 5,5 % e in Irlanda (come in Gran Bretagna) allo 0%.

Una vittoria culturale, non solo per le donne

Così nella prima Legge di bilancio del Governo Draghi rientreranno anche tamponi e assorbenti e la riduzione dell’Iva al 10%. Una vittoria non solo dal punto di vista economico, ma anche – e soprattutto – dal punto di vista culturale. Una misura che segna il primo passo verso l’allontanamento da un mondo di inutili tabù e deleteri imbarazzi. Col fine – auspicabilmente – di eliminare anche questa forma di discriminazione fiscale nei confronti delle donne.

Quanto costano gli assorbenti

Secondo le indagini, calcolando che una confezione da 14 pezzi costa circa 4-5 euro e normalmente servono almeno due confezioni al mese, in media l’esborso arriva a circa 126 euro in un anno. E di questi 126 ben 22,88 euro sono stati fino a oggi di Iva. Ora, il governo si è convinto: non sarà una riduzione al 4 o al 5% come sperato da molti, ma il taglio dell’Iva è di oltre il 50%, con un risparmio medio di circa 10 euro.

I commenti delle attiviste

Non ce l’aspettavamo, siamo molto felici perché cinque anni fa questa era considerata dalla politica una questione imbarazzante. Nel 2021 non è più così e oggi addirittura più partiti cercano di intestarsi la vittoria. Vuol dire che è diventata una battaglia pubblica e parlare di mestruazioni non è più una vergogna“, racconta Silvia De Dea, una delle sette fondatrici dell’associazione Onda Rosa, riuscita a portare a 650mila firme la petizione per la rimozione della tassa.

Oggi, insieme a una delegazione di Pd, Conferenza delle Democratiche con Cecilia D’Elia e associazione Tocca a Noi, le Onde Rosa incontreranno la sottosegretaria all’Economia Alessandra Sartore alla quale consegneranno la petizione e le istanze raccolte negli ultimi anni. Un lungo percorso di attivismo che continua verso la sensibilizzazione sul tema. Perché il taglio dell’Iva al 10% non risolve la povertà mestruale, ovvero quella condizione che affligge chi non può permettersi di acquistare prodotti igienici femminili e che colpisce nel mondo migliaia di donne spesso impossibilitate a partecipare alla vita sociale e scolastica, ma è un segnale forte di cambiamento.

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