«Trenta chili di fumo per l’ingresso nel clan», l’omaggio del boss Polverino al ras Armando Lubrano

Un ‘omaggio’ per sancire l’entrata nel clan di un giovane di belle speranze. E’ questa una delle prime rivelazioni del pentito Roberto Perrone, vera ‘voce di dentro’ della camorra di Marano. Quel giovane è Armando Lubrano, destinatario tre giorni fa dell’ennesima ordinanza di custodia cautelare. Il boss di cui si parla è Giuseppe Polverino, il re dell’hashish, che sancì l’ingresso di ‘Armandino’ nel suo gruppo con un ‘regalo’. E’ il giugno del 2014 quando Perrone racconta ai magistrati quell’episodio:«Nel corso di una riunione di vertice mmiez e Carris Raffaele Orlando introdusse a Giuseppe Polverino suo nipote Armando Lubrano, detto ‘Armandino’, originario di Pignataro Maggiore e figlio di una sorella di Antonio e Papele Orlando, al fine di farlo entrare a pieno titolo nel clan Polverino. A detto incontro era presente anche Antonio Orlando (quando era latitante) e Giuseppe Polverino accettò di buon grado l’ingresso nel clan di Armandino Lubrano omaggiandolo, successivamente, con 30 chili di hashish a fronte di una richiesta di dieci senza chiedere nulla in cambio».

Dai Polverino agli Orlando:«A Marano adesso comandiamo noi»

Il ruolo di Lubrano nel traffico di stupefacenti viene spiegato da un altro collaboratore di giustizia, Gianluca Noto, in un verbale dell’agosto del 2018:«Ho fatto parte del clan D’Ausilio di Bagnoli. Ho avuto rapporti con appartenenti al clan Orlando e in particolare con Armando Lubrano, Cristoforo Candela, Lorenzo Nuvoletta, Angelo ‘o malomm, Raffaele Lubrano. In un incontro in una pizzeria a Marano Lubrano, Raffaele e Lorenzo mi chiarirono che a Marano non c’erano più i Polverino ma che comandavano loro e per qualsiasi cosa noi di Qualiano dovevamo rivolgerci a loro.

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