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giovedì, Maggio 23, 2024
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Truffa da oltre 35mila euro, arrestati e scarcerati due napoletani

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Vincenzo Campagna del 75 e Gennaro Siviero dell’89, entrambi napoletani,  pluripregiudicati, erano stati arrestati a Pontecorvo (Frosinone) dai locali Carabinieri, per aver commesso una truffa pluriaggravata di oltre 35

Mila euro ai danni di una 83enne a Sestri Levante (Genova). Portati al carcere di Cassino, all’esito dell’udienza di convalida dell’arresto, il GIP del Tribunale di Cassino, accogliendo la richiesta dell’avvocato Luigi Poziello, gli ha concesso gli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni.

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Siviero quale autore materiale della condotta, Campagna attendendo al di fuori dell’abitazione ponendosi in sosta dentro il veicolo successivamente utilizzato per la fuga e, pertanto, con la funzione di palo, con arti­fizi e raggiri consistiti dapprima nel contattare una persona di anni 83, all’utenza fissa e nel rappresentargli che il nipote si era reso responsabile dell’investimento di una donna e, a causa delle gravi ferite riportate dalla stessa, l’anziano avrebbe dovuto pagare una “cauzione” dell’importo di euro 38mila euro, e nel preannunciare altresì al predetto l’imminente arrivo, presso l’abitazione, di una persona che avrebbe ritirato il denaro da por­tare al “giudice”.

LA REFURTIVA

In seguito nel presentarsi Siviero, presso l’abitazione della persona offesa appunto nella veste del soggetto deputato alla riscossione del denaro, induceva in errore l’an­ziano uomo in ordine alla veridicità di quanto prospettato, si facevano consegnare la somma di 30mila euro in contanti, con banconote dal taglio di 50 e 100 euro e altresì, dopo aver rappresentato che il denaro corrisposto non fosse sufficiente, una serie di monili in oro, se­gnatamente tre catenine, un orologio marca Longines, una moneta da 100 pesos cileni, una moneta da 10 pesos, due sterline, per un valore di circa 5mila euro.

Così si sono procurati l’ingiusto profitto dal valore complessivo di 35mila euro circa, con pari danno patrimoniale di rilevante gravità per la persona offesa, con l’aggravante di aver commesso il fatto ingenerando nella medesima persona offesa il timore di un pericolo immaginario ed approfittando della età avanzata della stessa.

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