Resta in carcere Francesco Esposito, 48enne nato a Napoli, coinvolto in un’inchiesta della Procura di Cagliari su presunte truffe aggravate ai danni di due anziane. Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a 8 anni di reclusione, mentre il giudice ha definito la pena finale in 4 anni e 8 mesi. L’indagato è assistito dall’avvocato Tiziana De Masi.
Il provvedimento è stato emesso dal gip di Cagliari, Claudia Falchi Delitala, che ha disposto il mantenimento della misura della custodia cautelare in carcere. Nei confronti dell’uomo risultano inoltre pendenti altre misure cautelari.
Secondo quanto contestato dalla Procura, Esposito, insieme a un complice rimasto al momento ignoto, avrebbe messo in atto il consolidato schema della falsa indagine giudiziaria per convincere due donne anziane a consegnare denaro e gioielli.
Nel primo episodio, la presunta vittima, una donna ultra sessantacinquenne, sarebbe stata contattata telefonicamente da un uomo che si sarebbe qualificato come appartenente alle forze dell’ordine, informandola di una inesistente rapina in gioielleria nella quale sarebbe risultata coinvolta la sua automobile. Mentre la donna veniva trattenuta al telefono, un secondo uomo si sarebbe presentato alla porta fingendosi un perito incaricato dai Carabinieri di verificare gioielli e contanti presenti nell’abitazione. Secondo l’accusa, con questo stratagemma sarebbero stati sottratti preziosi e denaro per alcune migliaia di euro.
Analogo il secondo episodio contestato dagli inquirenti. La presunta vittima, Maria Angela Derosas, sarebbe stata indotta a credere di essere coinvolta in un’indagine relativa a una rapina avvenuta a Olbia. Anche in questo caso un falso perito si sarebbe presentato nell’abitazione, convincendo la donna a consegnare gioielli e denaro contante. Il valore complessivo del bottino contestato dall’accusa ammonta a circa 150mila euro.
A Esposito vengono contestati, a vario titolo e in concorso con un soggetto non ancora identificato, i reati di estorsione aggravata e rapina aggravata, con l’aggravante di aver agito ai danni di persone anziane e con recidiva reiterata.


